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La legge va rispettata, sempre e comunque!

Oggi ci siamo riuniti con tutti i partiti della coalizione di centrodestra ed abbiamo incontrato la stampa per testimoniare un concetto puro e semplice: la legge si rispetta, sempre e comunque! Stamattina si sarebbe dovuto insediare il consiglio regionale, ovviamente senza De Luca, ma probabilmente il centrosinistra ha scambiato la ‘cosa pubblica’ per una ‘casa privata’, dove ognuno fa come vuole.

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Per quanto ci riguarda siamo e restiamo dalla parte dei cittadini campani che non possono non essere governati o, peggio ancora, governati da un uomo che per legge non può farlo e ha dimostrato mille volte di essere bugiardo e incapace. Si stacchi la spina a questa vicenda che presenta elementi di follia: le forzature per far governare De Luca stanno diventando troppe e rischiano di diventare reati.

La cattiva politica, quella che bara, quella incapace, quella che si gira dall’altro lato per non decidere, ha consegnato la Campania al caos. Ora non si commetta l’ultimo errore: far decidere il futuro della nostra terra da una  sentenza cui poi seguiranno comunque altri mille ricorsi

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Sconfiggere il terrore globale. Il momento è ora!

 

 

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Love wins, l’amore vince. Lo ha detto Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, commentando la decisione della Corte Suprema di venerdì, che consente, in tutti gli Stati d’America, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e soprattutto la tutela dei relativi diritti economici. Insomma, ciascuno conserverà la pensione dell’altro, continuerà a poter vivere nella casa comune in caso di morte del partner, avrà il dritto di assistere la persona amata nella malattia.

Una decisione straordinariamente importante – al di là di quello che ciascuno di noi pensa sul matrimonio – per una ragione apparentemente lontana: quella sentenza parla delle persone e del loro diritto di amare e di essere amati, liberamente ed in pace, indipendentemente da chi sono, da come la pensano e dalle loro tendenze sessuali.

E in America l’amore vince proprio nel giorno in cui le nostre case sono inondate dalle immagini terribili dei turisti massacrati sulla spiaggia da fanatici musulmani. Verrebbe da dire che qui è l’odio a vincere. Un odio immotivato, malvagio e soprattutto senza senso: l’odio per l’altro, per chi non prega lo stesso dio, l’odio per il diverso che, soltanto per questo, va annientato.

 

 

Ecco, la differenza più autentica e profonda tra il mondo occidentale, il nostro mondo, e quello che questi assassini – traditori dello stesso Islam – vorrebbero affermare, sta tutta in queste due parole: amore e odio. Il cammino della nostra società – tra tante incertezze e ingiustizie – è scandito dal desiderio di affermare il diritto della persona, di ciascuna persona, di essere laboriosa ma non schiava, di vivere la propria vita in serenità con gli altri, accanto ai propri cari, nella salute e nella malattia, come recita proprio la formula del matrimonio cattolico: insomma di essere felice, di quella felicità che la precarietà della condizione umana può consentire.

Non dobbiamo dimenticarlo e dobbiamo continuare a rivendicare orgogliosamente lo sforzo che questa umanità sana compie ormai da qualche centinaio di anni, nel passo incerto di ciascuno di noi. Oggi la nostra parte del mondo gode di una democrazia, imperfetta e tante volte malata, ma nella quale possiamo sperare di trovare la protezione dell’uomo e dell’amore. Di là, sotto il vessillo nero, come è nero anche il male delle favole dei bambini, c’è soltanto l’odio. E allora smettiamola con le ipocrisie di certi pseudo intellettuali che si addentrano in sofismi e argomentano relazioni di causa ad effetto tra le colpe dell’Occidente e le risposte del fanatismo, quasi a giustificarle.

Non dobbiamo aver paura di dirlo: il mondo del velo nero e della donna schiava, della distruzione delle testimonianze delle civiltà antiche, del barbaro omicidio, dei libri bruciati e della musica bandita è un mondo inferiore e selvaggio, per questo va combattuto e sconfitto, senza paura di usare la forza del bene e innanzitutto senza tollerare che si radichi. Non in casa nostra e possibilmente neppure nelle terre sofferenti del fanatismo. Quasi quindici anni fa Oriana Fallaci, ne “La rabbia e l’orgoglio”, individuava la decadenza della civiltà occidentale nel suo senso di colpa, nell’incapacità di dire le cose come stanno, di dire la verità: “Vi sono dei momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

Il momento è ora: l’amore vince.

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Sospensione di De Luca, per la prima seduta al consiglio si proceda come in Molise nel 2013

 

 

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Mi auguro che De Luca abbia il buon senso di non presentarsi lunedì in Consiglio regionale. Se dovesse farlo, però, è ovvio che non si potrà non denunziarlo alla Procura della Repubblica di Napoli per usurpazione di potere politico, reato che prevede il carcere da 6 a 15 anni (artt. 287 e 347 cod. penale). Ma sono anche certo che il consigliere Rosa D’Amelio – politica esperta – non si presterà a giochetti di questo genere e non esporrà se stessa e i consiglieri eletti che dovessero consentire lo svolgimento dei lavori a responsabilità non solo politiche e morali, ma anche penali. Infatti, dopo il provvedimento del Premier Renzi, che ha puramente e semplicemente sospeso De Luca, la D’Amelio deve soltanto tenere il medesimo comportamento che, a parti politiche invertite, ha già garantito un’altra donna, il consigliere anziano del Molise, Angiolina Fusco Perrella, il 2 aprile 2013. In quell’occasione, il consigliere molisano rinviò la seduta inaugurale di quel Consiglio regionale dopo la notizia della sospensione dell’allora presidente eletto Michele Iorio, in attesa della formale notifica del provvedimento.  È ovvio che, viceversa, di fronte ad un blitz, si dovrà procedere immediatamente alla denunzia penale, per concorso nel reato, anche nei confronti di coloro che dovessero aiutare De Luca a violare la legge. La legge è uguale per tutti e in Campania abbiamo bisogno di legalità per davvero e non a chiacchiere.

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È De Luca il Consigliere anziano. Prima convocazione va contro lo Statuto

Sono francamente sconcertato dalla quantità di atti illegali che si stanno producendo in questi giorni pur di consentire a De Luca di superare la sua condizione di condannato che non gli permette di governare la Regione Campania.

L’ultimo, quello di inventarsi la bizzarra teoria che De Luca non sarebbe il consigliere anziano, consentendo quindi alla seconda consigliera più anziana di convocare il primo consiglio, sul presupposto che De Luca, in quanto Presidente, non sia un consigliere come gli altri: esattamente il contrario di quanto stabilisce testualmente l’articolo 27 dello Statuto della Regione Campania.

RIMBORSI A CONSIGLIERI CAMPANIA, 53 INDAGATI A NAPOLI

 

Se questo è il “buongiorno” della nuova gestione prevedo giorni realmente tristi. Giorni in cui la legalità sarà rimpiazzata da sotterfugi, abusi e arbitri.

Esattamente l’opposto di quanto avevamo costruito noi per restituire alla nostra Campania dignità e credibilità. Ancora una volta dovrà essere la magistratura a dover svolgere un ruolo di supplenza che questo genere modesto di politica non è in grado di tenere. E non c’è da esserne lieti.

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De Luca tra balle ed ecoballe

Se De Luca ritiene di essere nelle condizioni di poter governare, vada in Regione a farlo. Se continua, invece, a pontificare dai giornali, accanto alle ecoballe, inizieremo a collezionare le sue, di balle. In Campania, per esempio, in materia di ambiente, molto è stato già fatto.

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Negli ultimi cinque anni abbiamo investito 350milioni per ambiente, bonifiche e discariche, eliminando 250mila ecoballe. La strada l’abbiamo già tracciata, ma è ovvio che occorre fare ancora molto di più. Proprio per questo trovo grave che De Luca si proponga con teorie astratte e fantasiose e, infatti, non ci spiega neppure con quali fondi intenderebbe agire.

Intanto la verità va ricordata: è la legge nazionale che impone di ricorrere all’inceneritore per smaltire i rifiuti accumulati. Lo sceriffo di Salerno immagina di agire contro la legge: del resto, forse, perché è abituato così? Io continuo a pensare che non sia questa la strada giusta per amministrare, specie in Campania. È sotto gli occhi di tutti dove ci hanno condotto scorciatoie e furbizie. Non è certo di questo, che hanno bisogno i campani

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Estirpiamo le erbacce dal nostro giardino

E’ facile costume dire che il giardino del vicino è sempre più verde. A volte questa, purtroppo, è la triste realtà. Se oggi poniamo il nostro sguardo sulla Campania, assistiamo ad una situazione surreale in cui un condannato si è permesso il lusso, forte di politiche di potere legate al voto, di candidarsi a presidente della Regione. Nonostante fosse impresentabile, De Luca ha messo in maniera inaccettabile davanti a tutto e a tutti i suoi interessi.

Se, invece, mettiamo la testa oltre lo steccato, ponendo la vista su ciò che accade fuori dai confini nazionali assistiamo a scene che purtroppo da noi non sono di uso comune. Il ministro della difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg che si è dimesso nel 2011 ‘solo’ per aver copiato la sua tesi di laurea è forse l’esempio più lampante e più conosciuto, ma tantissimi altri sono i casi che arrivano dall’estero in cui il politico che ha sbagliato, ha poi deciso spontaneamente di lasciare il suo ruolo istituzionale anteponendo il bene comune a quello personale.

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Nel 1995 la leader dei socialdemocratici svedesi Mona Sahlin lasciò la propria carica politica per una serie di acquisti fatti con la carta di credito riservata alle spese di servizio. In Inghilterra il ministro dell’Interno Jacqui Smith abbandonò il suo incarico per alcuni movimenti di denaro pubblico, usati in maniera impropria, tra cui rimase storico l’acquisto di alcuni filmini hard su un canal pay-per-view. O ancora i sottosegretari francesi Christian Blanc e Alain Joyandet, dimessisi insieme: il primo era reo di usare i soldi pubblici per acquistare sigari di pregio, il secondo colpevole di aver ottenuto un permesso di costruzione irregolare per ampliare la sua casa. E la lista di casi del genere potrebbe continuare ancora per molto.

Se dall’estero, oggi, allungassero lo sguardo sul nostro giardino invece vedrebbero un’erbaccia che cresce incolta e che sta avvolgendo, rovinando e infestando il nostro prato. Tutto questo a causa di un vuoto istituzionale che sta permettendo a Vincenzo De Luca di agire come e meglio crede. Oggi come bene ha detto Orazio Abbamonte nella nostra regione “abbiamo fatto in modo da mettere in bell’evidenza che sono direttamente le istituzioni a nascere contro la legge”. Vincenzo De Luca è convinto di poter distruggere il giardino su cui si trova, ma il nostro impegno è stato, è e continuerà ad essere quello di estirpare le erbacce dal grande prato verde della Campania.

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Su ritardi uffici elettorali intervenga Ministro Orlando

Seppure a fronte di una formale richiesta di accesso agli atti, protocollata ormai da molti giorni in tutti gli Uffici elettorali circoscrizionali presso i rispettivi Uffici giudiziari, la maggior parte di essi non ha ancora provveduto alla consegna della documentazione richiesta, ad eccezione della Corte d’Appello di Napoli, per la cui celerità ringrazio il Presidente e i funzionari preposti.

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Ritengo altrettanto doveroso sottolineare, invece, il ritardo degli altri uffici che rischia di minare il nostro legittimo diritto di verificare se sia effettivamente regolare l’ammissione alle elezioni delle liste di centrosinistra, su molte delle quali regnano ancora non pochi dubbi.

Auspico solo che la burocrazia non contribuisca a gettare ulteriori ombre sulla regolarità dell’elezione di De Luca e non impedisca di fatto l’esercizio del diritto di controllo che la legge ha voluto attribuire ad ogni cittadino, proprio a tutela della democrazia. Mi auguro che il Ministro Andrea Orlando, la cui correttezza e attenzione è nota ed indiscutibile, valuti l’opportunità di intervenire a tutela dei valori della democrazia.

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Carinaro non si tocca, anche la Whirlpool ha iniziato a ragionare

Su Carinaro finalmente l’azienda ha iniziato a ragionare, scegliendo la strada che, assieme ai lavoratori e ai sindacati, avevamo proposto sin dall’inizio: preservare il sito produttivo, puntando sulla capacità e le competenze dei nostri lavoratori. Ci sono voluti due mesi di dura mobilitazione dei lavoratori perché si squarciasse il velo dell’indifferenza e del menefreghismo, ma la strada si è aperta.

Spero che i gufi – quelli che dicevano “non c’è nulla da fare” e che erano arrivati a festeggiare, per puro calcolo elettorale, il no iniziale della Whirpool alla proposta di Regione Campania di sostenere l’investimento a Carinaro – abbiano imparato la lezione: sul lavoro e sull’impresa non si fanno battaglie partitiche, si fanno invece proposte concrete e sopratutto si sta tutti dalla stessa parte.

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Mi auguro che, nelle prossime settimane, la proposta si riempia di contenuti e ci si ricordi che ci sono a disposizione le risorse di Regione Campania per estendere la portata dell’impegno dell’azienda su Carinaro: 50 milioni di euro. Si parla di preservare un polo produttivo di 400 lavoratori: con le risorse che abbiamo individuato, quei numeri si possono raddoppiare! Io continuerò a ricordarlo e a fare la mia parte. Mi auguro che anche gli altri lo facciano.

Permettetemi, però, anche una notazione personale. Ieri al Ministero dello Sviluppo Economico non ho potuto partecipare alla riunione perché il mio mandato è scaduto, ma sono andato lo stesso lì in modo informale e sono andato via qualche minuto prima della riunione. E quando ho visto gli operai  sfilare sotto il Ministero anche io ho cantato dentro di me: Carinaro non si tocca!
In bocca al lupo.

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Superficiali e infondate le dichiarazioni del Consigliere Daniele su Garanzia Giovani

Superficiali e infondate le dichiarazioni del consigliere Pd Gianluca Daniele, che ieri in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘Cronache di Napoli’ ha affermato come il progetto Garanzia Giovani Campania sia stato un “grande fallimento”.


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Da buon DeLuchiano parla a sproposito senza basarsi sui fatti concreti. Basterebbe andare sul sito dell’Arlas per leggere dati reali che parlano, a marzo 2015, di 63˙700 adesioni, con quasi 10mila ragazzi campani già avviati nel mondo del lavoro.

E basterebbe consultare i dati del Ministero del Lavoro che nel primo trimestre del 2015 presentano un saldo dell’occupazione positivo di 50mila lavoratori rispetto allo stesso periodo del 2014. Daniele si documenti e si informi meglio e non segua l’esempio dell’ex sindaco di Salerno, leader nella pratica di dare fiato senza cognizione di causa.

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