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Aziende straniere, basta fango sul Sud!

Disdicevole e vergognosa la scelta di Europcar di non concedere l’assicurazione in caso di furto a chi noleggia le sue auto se il fatto avviene in Campania, in Puglia e nella provincia di Catania, perché considerate “zone ove l’incidenza di simili episodi è particolarmente elevata”.

Aziende straniere, basta fango sul sud

Se questi sedicenti signori sconsigliano indirettamente di recarsi al Sud, causando peraltro un pesante danno d’immagine al Mezzogiorno e ricadute negative sul comparto turistico, allora noi sconsigliamo vivamente di noleggiare le loro auto!

Ne abbiamo abbastanza di aziende straniere che pretendono di far profitti in Italia gettando fango e discredito su di noi. Se ne tornino pure da dove sono venute! E lascino spazio all’imprenditorialità giovanile italiana che di idee innovative ne ha anche di migliori.

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Giunta De Luca, 100 giorni di vuoto assoluto

Sono già passati 100 giorni della presidenza di Vincenzo De Luca. Noi il resoconto dei nostri primi 100 giorni di governo lo pubblicammo addirittura: lo si può ancora leggere sul sito della Regione. Uno dei primi punti del resoconto era il varo del primo Piano per il lavoro nella storia della Regione Campania: 650 milioni di euro di programmi e progetti, principalmente per giovani, donne e disoccupati, tutti poi realizzati (dal microcredito al credito d’imposta; dalla green economy alle misure sull’apprendistato, ecc). Lo approvammo l’8 ottobre 2010, ma già a metà settembre lo avevo condiviso con tutte le parti sociali, dopo un intenso lavoro di confronto.

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Ma anche altro. Queste sono alcune delle azioni che, sempre nei primi 100 giorni, portano la mia firma: atti, delibere ed accordi, tutti verificabili al protocollo di Palazzo Santa Lucia.
– 5milioni e mezzo di ore al mese di cassa integrazione autorizzate che equivalgono al sostegno di circa 33mila lavoratori;
– 100 incontri e tavoli sindacali e ministeriali per affrontare crisi aziendali (a partire dalla Fiat di Pomigliano);
– Accordo con il Ministero del Lavoro per lo stanziamento di 120milioni di euro per la ricollocazione di 13mila lavoratori campani espulsi e la riconversione di 400 aziende;
– 10milioni di euro di politiche attive in favore di disoccupati di lunga durata;
–  30milioni di euro per la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili;
–  Approvazione del Piano triennale formazione-lavoro e riforma dell’Agenzia regionale per il lavoro e l’istruzione;
–  8milioni e mezzo di euro per 162 borse di studio per svolgere il dottorato di ricerca all’interno delle aziende campane;
– stop al sussidio in favore dei soli disoccupati organizzati;
– 11milioni di euro  per il programma “work experience” per l’assunzione di 1000 giovani;
– 1milione e 400.000 euro per ricollocare i cassintegrati.

Non sono slides, o roll up nuovi di zecca per la conferenza stampa di turno, ma fondi europei tenacemente strappati a Bruxelles, a commissari europei che ancora ricordavano troppo nitidamente i disastri della Campania bassoliniana. Fondo che poi sono stati spesi.
Nero su bianco.

Invece mi chiedo, aldilà delle nomine, di qualche favoretto  e del vortice di strette di mano cosa ha prodotto finora De Luca per la nostra Campania?

Ovviamente, fatta eccezione per un bando sulla ricollocazione dei lavoratori espulsi dal lavoro, felicemente copiato da una mia misura già pubblicata, ma spacciato  come nuovo, come segnalato anche dalla stampa.

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HP, salviamo lo stabilimento campano

In questi giorni si consuma, nel consueto silenzio, un altro danno per la Campania. La multinazionale americana Hp, nonostante utili e fatturato positivo, ha deciso di “razionalizzare” la sua presenza in Italia. Guarda caso, chiudendo lo stabilimento campano di Pozzuoli con oltre 120 dipendenti, accampando scuse come quella di ‘avvicinarsi’ ai clienti.

Peccato che, per esempio, molti dipendenti degli stabilimenti di Roma lavorino, per esempio, per clienti di Milano. Se Hp vuole soltanto licenziare, almeno non si nasconda dietro gli ammortizzatori sociali che tra l’altro paghiamo noi e non si trovi pseudo imprenditori che facciano finta di acquistare contratti di lavoro per risparmiarsi la fatica di licenziare direttamente.

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E bene hanno fatto i lavoratori, cui va tutta la mia solidarietà, a respingere un accordo che significava soltanto coprire queste manovre. Ad oggi, Regione Campania e Ministero dello Sviluppo Economico si sono limitati alla solita assistenza psicologica (riunioni fumose, pacche sulle spalle, ecc.). Secondo me è ora di cambiare passo. Hp, per esempio, è titolare di una grossa e lucrosa commessa con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e collabora con molti Enti, nazionali e locali. Insomma, buona parte del suo fatturato italiano dipende dal pubblico.

Chiedo perciò al Governo di far valere la sua veste di “buon cliente”, come si usa fare in ogni parte del mondo. Quanto alla Regione, davanti alla quale pende una richiesta di cassa integrazione della Hp, almeno sventi questa manovra in danno dei cittadini italiani e faccia valere il peso, anche morale, dei finanziamenti erogati negli anni

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Senato si? Senato no?

Renzi la chiama la madre di tutte le riforme e a me invece ricorda solo una canzone di Elio e le storie tese. Italia sì? Italia no? Ve la ricordate la Terra dei Cachi? Secondo me non è cambiato nulla. Nè cambierà nulla dopo questa riforma.

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Se il Senato si fosse abolito, allora staremmo parlando già di un’altra cosa. Ma così non è, così come non lo è stato per le Province. E intanto, però, siamo costretti ad assistere al solito minuetto, che comincia nella Direzione del Pd e termina nelle aule parlamentari, in cui si va avanti a colpi di emendamenti e mozioni, ricollocazioni e cambi di partito, senatori che vanno e vengono e poltrone che si mantengono con la colla.

Ma io mi domando: alla gente, di tutto questo, cosa importa? A parte che una riforma della Carta Costituzionale non si può derubricare a partita di Risiko, ma dopo tutto questo finto litigare, quando le varie correnti un accordo lo troveranno, perché lo troveranno, cosa cambierà per la gente che si aspettava che le priorità fossero tasse e pensioni?

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Francesco è figlio di tutti noi

Di fronte ad un bambino a cui vengono negati i propri diritti, non possiamo solo indignarci, dobbiamo reagire e fare in modo che non accada più. Dove sta il Comune? Perché non prende posizione e si attiva, anche presso Napoli Sociale, così come chiesto dalla mamma, affinché il piccolo Francesco possa avere l’assistenza di cui ha bisogno?

Bogus-mumLa lotta agli sprechi va bene, ma sono anni che dico che i tagli non devono essere orizzontali. I tagli vanno fatti in maniera ragionata, anche dai Comuni. Altrimenti a pagarne le conseguenze saranno sempre e solo i più deboli. In bocca al lupo al piccolo Francesco e alla sua famiglia.

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Mio padre e San Gennaro

Questo di oggi è il primo “San Gennaro” senza mio padre. E allora è giusto che lo ricordi io. Infatti, papà non era un napoletano doc, perché era nato in un paesino del nolano, Comiziano. Però era stato adottato da Napoli, o, forse, come tanti, era lui ad aver adottato questa città, così turbolenta e difficile. Nel “pacchetto” della napoletanità era compreso San Gennaro e i suoi riti.

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E così, accanto al santo protettore del suo paese d’origine (San Severino, da cui derivo io…), nella mia casa ha sempre aleggiato la figura del martire miracoloso, con la sua storia piena di misteri ed i mille aneddoti che circondano questa millenaria figura. Ricordo che, quando poteva, andava al Duomo ad assistere alla liquefazione del sangue. Poi, negli ultimi anni,  prima che la sua malattia lo isolasse dal mondo, non mancava mai di chiedere se San Gennaro avesse fatto il miracolo e quando.

Ad ogni tempistica e ad ogni modalità della liquefazione corrispondeva un “fatto” per la Città che lui, grande appassionato di storia, immancabilmente conosceva e ricordava. Perché, in fondo, San Gennaro è il simbolo e la cartina tornasole di Napoli. Una città che vive perennemente sospesa nella rassegnata attesa del miracolo che cambi le cose ma che, all’improvviso e con un guizzo, trasforma la sua indolenza in un’esplosione di idee, sempre geniali. Ed è di questi lampi che si era innamorato mio padre.

A proposito: San Gennaro domani sera, con la Lazio, pensaci tu.

 

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I diritti della Grande Bellezza

La fila di turisti di ieri mattina a Roma, lasciati fuori dal Colosseo e dai Fori Imperiali per un’assemblea sindacale, mi ha ricordato le scene di Pompei di questa estate. Non è la prima volta che nel nostro paese assistiamo a situazioni simili che purtroppo poi hanno eco oltreconfine, rimbalzando sui telegiornali di tutto il mondo.

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É sacrosanta libertà dei lavoratori potersi riunire in assemblee e rivendicare i propri diritti, ma queste strategie di protesta sono un danno inaccettabile per tutto il sistema turistico italiano e seppur la proposta del Governo è ancora da valutare nel dettaglio, una norma che difenda l’arte e il turismo in Italia è fondamentale. Il nostro patrimonio storico, uno dei beni più preziosi che abbiamo, va tutelato perché anche la cultura ha i suoi diritti!

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Regione Campania, tempi da record solo per Salerno!

Trovo quanto mai curiosa l’efficienza dimostrata dalla Regione nell’erogazione dei fondi Ue alla città di Salerno. Tra la domanda della città amministrata per anni da De Luca e la liquidazione del denaro sono passati soli 7 giorni! Tempi record!

Salerno per questi fondi era in una lista con altri 18 comuni con più di 50mila abitanti della Campania.12045337_947099038686116_7359601745860304436_oVi lascio indovinare quale è stata tra queste fino ad ora la prima e l’unica a ricevere i fondi. Per le altre l’assessore Serena Angioli ha parlato di “problemi tecnici da risolvere caso per caso”, problemi tecnici che naturalmente nel feudo deluchiano non erano presenti.

Come diceva Andreotti, “a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”

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Terme di Castellammare: progetti, non speculazioni!

Leggo che il Comune di Castellammare ha pubblicato un bando per la vendita dell’hotel delle terme, prevedendo premialità per chi assume gli ex lavoratori dello stabilimento. Senza un piano complessivo, si rischia al più di favorire una speculazione immobiliare. Io avevo proposto al Comune, invece, di mettere in campo una strategia complessiva, che innanzitutto rendesse attuale e fruibile il patrimonio storico e culturale rappresentato dalle Terme.

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1) Favorire un investimento imprenditoriale, magari pubblico-privato, per realizzare, nelle antiche terme, un centro benessere e di servizi alla persona, destinato a raccogliere il bacino dell’intera fascia costiera. Insomma, un centro di eccellenza fondato sulla qualità e sull’esperienza dei lavoratori (fisioterapisti, medici, operatori del benessere) come ce ne sono ben pochi in tutta l’Italia meridionale.

2) Invece di continuare ad illudersi di poter convincere le persone a venire in massa a prendere le acque a Castellammare, “esportarle” nel mondo, proprio come accadeva un tempo. E quindi, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico e con la Regione, finanziare un investimento per la realizzazione di un grande stabilimento per l’imbottigliamento, da affidare ad una delle multinazionali che operano in Italia (ne abbiamo anche in Campania!).

3) Utilizzare le nuove terme, in sinergia con Federterme, per avviare un’attività a misura delle effettive ed attuali esigenze del territorio.

4) Mettere all’asta l’albergo, non soltanto in favore di un qualsiasi acquirente e a qualunque prezzo, ma scegliendo innanzitutto il progetto che metta a disposizione della città il migliore utilizzo degli oltre 20mila metri quadrati dell’hotel.

Di tutto questo continuo a non sentir parlare!

Non sarebbe questo forse il compito della politica?

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Dichiarazioni Rosy Bindi: Napoli non è camorra

Rosy Bindi temo usi parole di cui non conosce il significato e il peso. Dire che a Napoli la camorra è un “dato costitutivo della città e della  Regione” è uno schiaffo in pieno viso alla tantissima gente onesta e perbene che qui vive e lavora. Mi ricorda quelle frasi razziste, infarcite di disprezzo e luoghi comuni, che hanno scandito le fasi peggiori del nostro Paese.
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Non mi sarei mai aspettato di sentirle pronunciare addirittura dal Presidente della Commissione Antimafia. I napoletani, quelli onesti, dalle Istituzioni si aspettano ben altro, non passerelle, non racconti stile Gomorra e non dita puntate contro. La camorra  esiste a Napoli,  come nel resto del mondo esiste la criminalità organizzata, e nessuno vuole negarlo. Ma bisogna affrontarla, non mortificare i tanti che già la subiscono.
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