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18 giugno 2015

Carinaro non si tocca, anche la Whirlpool ha iniziato a ragionare

Su Carinaro finalmente l’azienda ha iniziato a ragionare, scegliendo la strada che, assieme ai lavoratori e ai sindacati, avevamo proposto sin dall’inizio: preservare il sito produttivo, puntando sulla capacità e le competenze dei nostri lavoratori. Ci sono voluti due mesi di dura mobilitazione dei lavoratori perché si squarciasse il velo dell’indifferenza e del menefreghismo, ma la strada si è aperta.

Spero che i gufi – quelli che dicevano “non c’è nulla da fare” e che erano arrivati a festeggiare, per puro calcolo elettorale, il no iniziale della Whirpool alla proposta di Regione Campania di sostenere l’investimento a Carinaro – abbiano imparato la lezione: sul lavoro e sull’impresa non si fanno battaglie partitiche, si fanno invece proposte concrete e sopratutto si sta tutti dalla stessa parte.

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Mi auguro che, nelle prossime settimane, la proposta si riempia di contenuti e ci si ricordi che ci sono a disposizione le risorse di Regione Campania per estendere la portata dell’impegno dell’azienda su Carinaro: 50 milioni di euro. Si parla di preservare un polo produttivo di 400 lavoratori: con le risorse che abbiamo individuato, quei numeri si possono raddoppiare! Io continuerò a ricordarlo e a fare la mia parte. Mi auguro che anche gli altri lo facciano.

Permettetemi, però, anche una notazione personale. Ieri al Ministero dello Sviluppo Economico non ho potuto partecipare alla riunione perché il mio mandato è scaduto, ma sono andato lo stesso lì in modo informale e sono andato via qualche minuto prima della riunione. E quando ho visto gli operai  sfilare sotto il Ministero anche io ho cantato dentro di me: Carinaro non si tocca!
In bocca al lupo.

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