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Category: Napoli

Telespazio mantenga i suoi impegni

Telespazio, controllata Finmeccanica, nei mesi scorsi aveva assunto l’impegno di mantenere aperta la sede campana: questo straordinario risultato è stato il frutto anche dello sforzo corale messo in campo dall’Amministrazione regionale, dai sindacati, dalle Università campane, dal Cira e dall’Asi, che avevano congiuntamente individuato la disponibilità del Cira ad ospitarla e a sviluppare programmi unitari allo scopo di preservare lo straordinario patrimonio di competenze nel campo della ricerca e dello sviluppo al servizio delle imprese dell’aereospazio rappresentato dai lavoratori della sede campana di Telespazio.

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Al contempo, Telespazio, anche in sede sindacale, aveva garantito che il trasferimento dei lavoratori presso la sede di Roma sarebbe avvenuto esclusivamente su base volontaria. Invece, negli ultimi giorni, i lavoratori hanno individualmente ricevuto una comunicazione dalla società che trasforma la volontarietà in obbligo e riconduce nuovamente la sede campana in mero presidio, con pochissime unità al servizio di un singolo progetto, peraltro già finanziato dalla Regione, riservando la possibilità di svolgere ulteriori funzioni sul territorio campano alla mera ipotesi di non meglio precisate future attività.

Questa decisione, del tutto unilaterale, tradisce lo spirito col quale si è lavorato per molti mesi, pone in difficoltà i lavoratori, mette in discussione il futuro in Campania di un settore strategico per la nostra economia. Chiediamo perciò a Telespazio non soltanto di modificare questa decisione e di mantenere la disponibilità concordata, ma soprattutto di assegnare altre missioni alla nuova sede campana, anche alla luce delle sinergie di altissima qualità che si è riusciti a mettere in piedi grazie alla rete regionale.

La storia dell’aerospazio in questo Paese è stata scritta in molta parte qui in Campania ed è un controsenso, oltre che un danno per l’economia italiana, disperdere valori e potenzialità – in particolare da parte di una controllata pubblica – proprio nel momento nel quale il Governo nazionale afferma di volersi impegnare maggiormente per la Campania e per il Sud.

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Nappi a Uno Mattina Estate, Sviluppo e opportunità di crescita per rilanciare il lavoro

“Per rilanciare il lavoro dobbiamo concentrarci su sviluppo e opportunità di crescita, puntando a una burocrazia più snella e a imprese di qualità”. Severino Nappi, esponente nazionale di Ncd e assessore al Lavoro della Regione Campania, ha partecipato stamate alla trasmissione Uno Mattina Estate, insieme con Stefano Fassina e Klaus Davi, per discutere di lavoro e dei giovani.

“Abbiamo bisogno di un sistema che sostenga le nostre aziende e i consumi – ha detto Nappi, presidente di Insieme – Non è tagliando gli stipendi che si creano migliori opportunità”.

“Le istituzioni devono essere in grado di destinare maggiori risorse per l’occupazione giovanile – ha sottolineato – Investire sui giovani è decisivo. In Campania lo abbiamo fatto con il microcredito, una misura che ha già permesso a molti ragazzi di avviare una propria attività”.

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Il Papa (come Grillo) non può dare le risposte che toccano alla politica

(da Il Corriere del Mezzogiorno del 2 agosto 2014)

di SEVERINO NAPPI*

Caro direttore, la mala politica si sostituisce con la buona politica non con l’antipolitica ne con l’illusione dell’uomo solo al comando. Neppure se quest’uomo è Papa Bergoglio. È questo che mi è venuto da pensare leggendo colonne e colonne sulla sua venuta a Caserta, ma soprattutto leggendo e condividendo, dalla prima all’ultima riga, il suo editoriale dal titolo «Una preghiera non un comizio», pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno del 26 luglio. Ed è questo, anche se apparentemente non c’entra niente, che ho pensato anche dopo il primo boom di Grillo, dei grillini e di tutte le sue derivazioni.

Appunto, qualcuno si sarebbe chiesto: e che c’azzecca il Papa con Grillo? Che vuoi dire? Vuoi dire, secondo me, che non ci si può aspettare qualcosa, solo perché si è lasciato uno spazio da riempire e, per giunta poi, lo si vorrebbe riempire con chi o con ciò che più ci piace. Perché poi le risposte potrebbero non arrivare o essere, a nostro parere, quelle sbagliate. Come sbagliata è stata la risposta antipolitica che Grillo ha dato alla politica e, talvolta, sempre a mio parere, alla democrazia. E come sbagliata, in questo caso la domanda, posta al Pontefice di sopperire come una sorta entità salvifica, alle carenze della politica e ai vuoti normativi sui gap che ancora scontiamo. Sulle guerre. Sui crimini contro l’umanità. Sulle discriminazioni sessuali e sodali. E, lo scorso weekend, sulla Terra dei fuochi. Eppure Bergoglio, ancora una volta , ha landato un monito a tutti. Più nel fatto in sé che nelle parole, pure importanti e forti, che ha pronunciato. Ma che cosa ci si aspetta dal Papa , ad esempio, sui diritti civili che non bisognerebbe chiedere prima alla politica? E pur sempre il massimo esponente della Chiesa cattolica.

Mica il primo ministro di uno Stato laico chiamato a legiferare? Che cosa non può fare uno Stato prima ancora di fare appello alla carità umana di un Pontefice atipico? Potrà mai venire da lui dò che il mon do e alcuni Stati si aspettano sull’aborto, sulle coppie di fatto, sull’omosessualità e sulle adozioni per loro? E allora, si abbia il coraggio di riportare il dibattito all’interno del recinto politico, senza nascondersi dietro le ipocrisie di un affidamento post-cristiano al messia che porti con sé ogni soluzione. E soprattutto, si abbia il coraggio di ammettere che questo recinto chiamato politica non è una brutta parola e che per troppo tempo si è giocato sull’equivoco confondendo la «politica» con la mala politica, facendo di tutta l’erba un fascio e lasciando spazi che, obiettivamente, ci saremmo pure potuti risparmiare. E invocando interventi che con tutto hanno a che vedere, fuorché con la politica.

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Nappi: in esilio chi rinuncia a impegnarsi

(Da Il Mattino del 14 luglio 2014)

Nappi: Società civile, chi si tira fuori vada in esilio

Severino Nappi*

Gentile direttore,

la vicenda, tragica, del degrado urbanistico di Napoli non può essere rubricata a mera incuria e strafottenza, delle istituzioni e della borghesia rispetto al patrimonio immobiliare cittadino. È la metafora, grottesca, della cosiddetta classe dirigente napoletana, e del suo rapporto con il bene comune. Non è più tollerabile. Ma che fare? Al tempo degli antichi, coloro che fallivano, se erano «raccomandati», non venivano uccisi, ma esiliati. Napoli e la Campania, terra plurimillenaria, possono provare ad uscire dalla sua mediocrità, certo non aurea, almeno recuperando questa antica usanza: del resto, si sa, questa èia terra delle raccomandazioni e degli accomodamenti.

E allora propongo di usare questa antica e discutibile abitudine per un fine nobile: niente bagni di sangue per chi ha tradito la propria terra, ma almeno la sanzione di andar via. Non li rimpiangeremo: questo è sicuro. Infatti, non è detto che ci voglia per forza una condanna penale per adottare una sanzione di fronte ai tristi campioni di una larga parte della nostra borghesia, serva e ottusa. L’imprenditore che non ci mette una lira di suo, ma si atteggia a capitano d’industria; il professionista, a volte per giunta cattedratico, pronto a scambiare i] suo sapere (e la sua dignità) per un incarico professionale; il pigro, tanto perbene e colto per carità, che si limita a criticare il triste degrado della nostra terra ma che non è disposto a dedicare neppure un attimo della sua «preziosa» esistenza per provare a cambiare le cose.

Chi di noi, leggendo queste brevi descrizioni, non ha visto balenare il volto e il sorriso, tanto distinto quanto famelico, di un qualche sbiadito protagonista dei nostri anni difficili? Spesso collocati in posizione di rappresentanza dei corpi intermedi o della sterile politica, costoro coltivano miseri interessi personali o di gruppo e restano sordi al bisogno di questa nostra terra di voltar pagina, di crescere per davvero con scelte di coraggio, competenza, cambiamento.

Ma possiamo sempre pensare che deve farlo qualcun altro? Che in fondo l’importante è portare a casa un risultato solo personale? E che non importa se crolla la casa affianco la nostra. Tanto domani sarà sufficiente fare le condoglianze etirare dritto, servili eproni, pronti al prossimo salamelecco… Certo, non ci possiamo aspettare che domani cambi tutto, che improvvisamente queste pecore del gretto perbenismo ruggiscano all’unisono, ma che almeno vadano via, satolli delle loro misere ricchezze, qualsiasi età abbiano.

Questa è la proposta: la Campania, se vuole voltar pagina, cominci a dire che chi ha competenza, possibilità e requisiti deve fare più degli altri. Deve rimboccarsi le maniche e pensare che possedere una bella casa in un contesto degradato non è un segno di distinzione cheti assolve, mauna responsabilità maggiore che ti impegna. E cominciamo a dire che la reputazione non tè la da la ricchezza conquistata o l’accademia raggiunta, ma il modo con il quale lo hai fatto e quello con il quale dimostri di meritarlo, giorno dopo giorno. Su questo si inizi a valutare persone e progetti; su questo si valuti la credibilità della proposta. E ñÛ non vuole o non può farlo, perché è troppo marcio o troppo molle, vada in esilio. Non si preoccupi. Non chiediamo molto. Neppure un esilio geografico, ma almeno quello dalla comunità e soprattutto dai ruoli di responsabilità e di scelta. Però lo devono fare. VadaChi ha più competenza e possibilità deve impegnarsi di più per la Campania.

Basta pensare che tocchi sempre ad altri no via costoro: non costringano i nostri figli a farlo per le loro colpe. Subito.

* assessore al Lavoro della Regione Campania.

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Nappi, su Indesit chi non parla la tua lingua non pensa alla tua gente

”E’ necessario che la nuova proprietà riconfermi immediatamente gli impegni assunti, dando stabilità e tranquillità al programma industriale”. Lo ha detto Severino Nappi, assessore al Lavoro della Regione Campania e presidente di Insieme, commentando la notizia della cessione delle quote della Indesit da parte della famiglia Merloni a favore della Whirpool che, spiega, ”non può essere semplicemente registrata”.

”Questa cessione interviene a valle di un accordo tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali – ha affermato – E’ stato  lungo e complesso e ha visto la Regione Campania impegnata in prima fila a tutela degli stabilimenti e dei lavoratori della nostra terra”.

”Abbiamo faticosamente trovato un punto di equilibrio, anche rispetto agli impianti campani – ha aggiunto – che deve peraltro diventare ancora operativo”.

”E’ ugualmente necessario che il Governo, d’intesa con le Regioni, convochi al più presto Indesit e Whirlpool e sindacato – ha proseguito – per verificare i riflessi che questa operazione avrà più in generale sul futuro di un  comparto produttivo che in questo Paese non ha solo storia ma anche grandi prospettive”.

”La vicenda della ennesima cessione di sovranità nazionale di imprese italiane impone l’apertura di un serio dibattito sull’assenza di una reale politica industriale in questo Paese – ha sottolineato – Prima ancora di avventurarci in improbabili riforme di competenze, funzioni e assetti, spesso soprattutto  palestra di esercizi politici estranei al reale sentire della gente, dovremmo concentrarci su problemi come questi”.

”Cosa fare per consentire all’impresa di restare italiana e di reggere sul mercato per garantire al nostro Paese ricchezza e sviluppo – ha detto ancora – Né si dica che non cambia nulla perché tanto cambia la proprietà, ma l’azienda resta qui”.

”Chi ha pratica di relazioni industriali sa bene che le cose non stanno così. I centri decisionali stabiliscono le strategie, dove investire e dove tagliare – ha concluso – Se chi comanda non parla la tua lingua, non pensa neppure alla tua gente”.

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Ex Lsu di Portici ringraziano Comune, Assessore Nappi e Consiglio di Portici per stabilizzazione

Sono ormai ”ex” Lsu, i 54 lavoratori di Portici stabilizzati nelle scorse settimane. Per ringraziare della fine alla loro precarietà, i lavoratori hanno affisso dei manifesti di ringraziamento.

”Dopo vent’anni di disoccupazione speciale prima, e di precariato poi, finalmente siamo orgogliosi di far parte dell’organico stabile del Comune di Portici – scrivono – Finalmente la nostra lunga e triste storia di instabilità lavorativa giunge al termine. Amministrare bene la “Cosa Pubblica” vuol dire anche ridare dignità e serenità a chi rischia il posto di lavoro”.

Così, nerl manifesto, hanno inserito la lista di tutti coloro ai quali dicono grazie: ”al sindaco di Portici, Nicola Marrone, che dell’assunzione definitiva di noi, ex LSU, ne ha fatto oggetto del suo programma, ritenendola una “questione” di partecipazione, etica e responsabilità; al Consiglio Comunale, che con voto favorevole ha espresso la volontà di procedere alla nostra stabilizzazione definitiva nel Comune di Portici; alla Giunta Comunale che è stato il braccio esecutivo di detto programma e volontà politica; alla Regione Campania, nella persona dell’Assessore al Lavoro, Severino Nappi, che ha affiancato l’Amministrazione in questo percorso complesso e delicato di stabilizzazione, esaltando la capacità di collaborazione tra le Istituzioni al di là del colore politico; alla Struttura Tecnica: Segretario Generale, Dirigente al Personale e Funzionari competenti che hanno supportato la volontà politica con la predisposizione degli atti fondamentali e necessari; a tutte le Organizzazioni Sindacali Territoriali e Locali, per averci sostenuto nel corso di questi difficili anni”.

”Da parte nostra – concludono – l’impegno di continuare a lavorare per la Città con la serietà e l’abnegazione di sempre”.

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Apprendere a scuola. Nasce lo studente-apprendista

L’apprendistato ai tempi della scuola. Partirà dal prossimo anno scolastico il progetto sperimentale per gli studenti del quarto e del quinto anno degli istituti tecnici a indirizzò elettrico ed elettronico. Nasce così la figura dello studente-apprendista. In collaborazione tra i Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia, Regione Campania e Enel puntano sulla formazione diretta in azienda per fare in modo che i ragazzi acquisiscano sul campo le competenze necessarie per poter lavorare.

”La Campania è presente e attenta ai ragazzi e per questo mette insieme formazione e lavoro – è il commento di Severino Nappi, assessore al Lavoro della Regione Campania e presidente di Insieme – Siamo da tempo convinti che l’idea su cui puntare sia il coinvolgimento diretto delle imprese come strumento contro la disoccupazione giovanile. Ed è su questo che stiamo lavorando – ha sottolineato – per fare in modo che le imprese siano parte stabile del sistema pensato per i ragazzi”.

Un esempio di coinvolgimento delle imprese è dato, ha ricordato Nappi, dai Poli formativi. ”Ne abbiamo in tutti i settori della scuola – ha sottolineato – Con queste misure la Campania è presente nel tessuto vivo delle imprese tessuto in una rete prospettica per futuro della nostra terra – sottolinea – Mentre il Governo promuove protocolli, noi passiamo ai fatti con progetti concreti”.

L’istituto in cui partirà il programma è il “Fermi – Gadda” di Napoli i cui studenti potranno entrare a far parte di Enel con un contratto di apprendistato di alta formazione. Il programma si fonda sull’integrazione tra le politiche educative della scuola, i fabbisogni professionali dell’azienda, le esigenze formative e di orientamento degli studenti e la maturazione di un’esperienza lavorativa, delineando una strada innovativa italiana per l’apprendistato. Enel collocherà gli studenti all’interno delle aree aziendali più idonee, anche sulla base dei fabbisogni di assunzioni. L’azienda selezionerà i partecipanti attraverso questionari di orientamento professionale e colloqui individuali per conoscere motivazioni, attitudini e competenze così da indirizzare i ragazzi verso il ruolo più idoneo da svolgere nell’ambito dell’apprendistato. I percorsi del quarto e del quinto anno saranno ridefiniti attraverso la progettazione congiunta tra scuola e impresa all’interno di ciascun Comitato Tecnico Scientifico in modo da realizzare un profilo caratterizzato da competenze e conoscenze che meglio rispondano alle richieste provenienti dai settori produttivi e favoriscano la transizione dalla scuola al lavoro. I periodi di apprendistato svolti in azienda saranno valutati e certificati e costituiranno credito formativo ai fini dell’ammissione all’esame di Stato.

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Al via in Campania la staffetta generazionale

E’ partita ufficialmente la ‘Staffetta generazionale‘ in Regione Campania. Da oggi e fino al 31 dicembre, possono essere presentate le richieste per accedere alla misura. La Giunta Caldoro ha messo in campo 3 milioni di euro, per l’avviso pubblico destinato a incrementare l’occupazione giovanile.

I datori di lavoro interessati possono presentare domanda per la trasformazione in part-time del contratto di uno o più lavoratori maturi che abbiano aderito in maniera volontaria e per l’assunzione di uno o più giovani con contratto a tempo indeterminato, anche in apprendistato.

Obiettivo della staffetta generazionale è incrementare l’occupazione giovanile, in base alle esigenze dei lavoratori anziani che siano a 3 anni o meno dalla pensione, in una prospettiva di solidarietà intergenerazionale.

I datori di lavoro privati interessati e che ne hanno i requisiti presentano la domanda alla Regione attraverso Pec, la posta elettronica certificata, con tutta la documentazione richiesta. Gli uffici regionali esaminano le istanze in ordine cronologico e trasmettono le domande ammissibili all’Inps. Poi l’Inps controlla il possesso dei requisiti degli ammissibili e quantifica i contributi da versare. La Regione pubblica il decreto definitivo degli ammessi alla misura e liquida i contributi all’Inps in base al protocollo d’intesa stipulato con l’ente lo scorso 27 maggio. Il datore di lavoro, entro i 30 giorni successivi, trasforma il contratto dell’anziano ed assume il giovane, comunicandone il nominativo alla Regione.

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Stabilizzazione Lsu Portici. Ciotola, Riconoscimento per chi ha dato tanto

”E’ stato un modo per ricompensare chi, per 20 anni, ha dato tanto al Comune di Portici”. Enzo Ciotola è consigliere comunale di Portici, in provincia di Napoli, e delegato nazionale di Ncd e spiega che la stabilizzazione dei 53 lavoratori Lsu di Portici ”è un riconoscimento per loro e per noi”.

”Quando ieri sera la vicenda si è chiusa con la loro stabilizzazione – racconta – molti hanno pianto. Ho capito che fare politica serve per dare risposte ai cittadini e risolvere i problemi. Fare qualcosa per la collettività ci ha riempito da un punto di vista umano”.

La storia di questi 53 lavoratori, racconta, ”è nata tre anni fa in seguito a un protocollo con la Regione Campania e l’Assessorato al Lavoro, retto da Severino Nappi”. Nel tempo, ”ci sono stati diversi tentativi di non stabilizzarli o di fare loro un contratto part time”. ”Però con l’impegno di Nappi e la collaborazione tra le istituzoni – aggiunge – siamo riusciti a stabilizzare tutti. A Nappi e Caldoro va riconosciuto il merito di aver lavorato e di lavorare anteponendo la collaborazione istituzionale all’appartenenza politica e ideologica”.

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Tagliaferri consigliere comunale delegato per cultura, sport e spettacolo a Marano

Sport, cultura e spettacolo: sono le tre deleghe che ha ricevuto Marco Tagliaferri, consigliere comunale di Marano, in provincia di Napoli, ed esponente di Insieme.  

“Avevo già lavorato ad alcuni progetti con la precedente Giunta – spiega Tafgliaferri – tra queste c’erano molte iniziative dedicate ai giovani e a tutti i cittadini maranesi e ora torneranno”.

Tagliaferri tiene a spiegare che questi incarichi “sono a titolo totalmente gratuito”. “Sono vent’anni che mi impegno per Marano e continuo a farlo nell’interesse esclusivo della città e questi incarichi sono un riconoscimento”.

Tagliaferri é il primo consigliere delegato del Comune di Marano e lavorerà in stretta collaborazione con il vicesindaco Teresa Giaccio e com il sindaco Angelo Liccardo.

A Marano, spiega, si sta lavorando tra mille difficoltà per “la carenza di organico dell’Amministrazione comunale”. “Stiamo lavorando tutti con un impegno maggiore – conclude – anche attraverso progetti che sono a costo zero per l’Amministrazione”.

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