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5 giugno 2015

De Flaviis non impartisca lezioni su consenso elettorale

La nota dell’avv. Ugo De Flaviis e altre amenità comparse sulla stampa di oggi hanno stimolato anche una mia riflessione sul risultato elettorale. Per esempio, a me non dispiace aver ricevuto quasi 20mila voti di preferenza, senza considerare le circa 8mila schede in contestazione per l’omonimia con il collega di lista, Franco Nappi. Spiace invece che non sia stata gestita la vicenda dell’omonimia in se, che, in un quadro di governo condiviso e responsabile del partito, avrebbe potuto essere evitata, con il conseguente beneficio anche in termini di reali valori di consenso dei candidati.

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E mi spiace ancor di più che si è consegnata la Campania nelle mani dell’ineleggibile De Luca. Soprattutto De Flaviis dovrebbe spiegare perché va considerato un pericoloso eretico chi avanza dubbi o riserve sul fatto che riportare un solo eletto, per giunta ospite nella nostra  lista, sia un gran risultato. A mio avviso, invece, questi dati richiedono l’attenzione dei vertici nazionali del partito.

E, sono certo, la stanno già avendo. In ogni caso, non credo che possa impartire lezioni in materia di consenso proprio De Flaviis cui – considerato il totale delle preferenze che ha raccolto partendo dal ruolo di capogruppo regionale uscente dopo oltre vent’anni di politica attiva alle spalle – mi permetto di consigliare toni più consoni al suo modesto risultato. Non abbiamo certo bisogno dell’ennesimo generale senza truppe, semmai di truppe che possano finalmente scegliersi i generali

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