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28 febbraio 2016

De Luca tra guai giudiziari e proclami. E la Campania resta immobile

“Una cosa sono gli avvisi di garanzia, altro i viaggi pagati dagli imprenditori, la corruzione, le bustarelle”. È quello che mi è venuto in mente leggendo Vincenzo De Luca dichiarare che il “fare” dei politici è frenato dalla paura di inchieste giudiziarie. Dietro queste parole si nasconde il tentativo di allontanare la verità, mistificando le questioni. Siamo tutti stufi di una burocrazia asfissiante e di sicuro sconcerta che tante inchieste giudiziarie, magari accompagnate dal fragore di manette, scolorino nel nulla. Però queste considerazioni  non possono essere utilizzate in forma assolutoria degli imbrogli e della corruttela che accompagna tanta gestione della cosa pubblica, a tutti i livelli.

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De Luca, sommerso da guai giudiziari, indossa la maschera del politico ruspante che governa con concretezza e perciò incappa in occhiuti formalismi, quelli che descrive come “avvisi di garanzia”. Invece, grazie ad un sistema dell’informazione superficiale quando non condiscendente, cerca di sfuggire a quello che le carte dicono. Dietro la gestione del reuccio salernitano ci sono sempre gli stessi ingredienti che poco hanno a che vedere con la concretezza paesana e molto invece con gli affari. Un clan perennemente interessato  – ormai sono una decina le inchieste – a seguire appalti pubblici, a concludere contratti e a parlare, con gli stessi imprenditori cui concede appalti, di voti e di tessere per garantire elezioni e quindi altro potere. E sullo sfondo soldi, tanti soldi, viaggi, alberghi pagati, ecc: insomma, il peggio della prima repubblica, dalle cui ceneri, del resto, è nata a Salerno l’esperienza deluchiana.

Nel frattempo la Campania è immobile. Ad un passo dal termine del primo anno della sua amministrazione De Luca non ha realizzato nulla dei mille proclami. Continua a spostare l’asticella, promettendone sempre nuove cose, buone per i titoloni dei giornali, ma – fateci caso – di ciò che già doveva aver fatto non si sa nulla. Cito alla rinfusa. Qualcuno ha più saputo nulla della sburocratizzazione dell’amministrazione proclamata ad ottobre scorso? E degli autobus gratis agli studenti? Sta fregando persino quei disoccupati organizzati cui aveva promesso un sussidio e che infatti rumoreggiano sotto Santa Lucia. Intanto, centinaia di nomine e di consulenze, le auto blu sono ricomparse, De Mita ha avuto il suo assessore, la sede romana della Regione Campania ha infoltito i suoi numeri e quella di Bruxelles ha riacceso le luci… Potrei continuare ma basta così. Direbbe Renzo Arbore: “Meditate gente, meditate…”

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