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23 settembre 2015

HP, salviamo lo stabilimento campano

In questi giorni si consuma, nel consueto silenzio, un altro danno per la Campania. La multinazionale americana Hp, nonostante utili e fatturato positivo, ha deciso di “razionalizzare” la sua presenza in Italia. Guarda caso, chiudendo lo stabilimento campano di Pozzuoli con oltre 120 dipendenti, accampando scuse come quella di ‘avvicinarsi’ ai clienti.

Peccato che, per esempio, molti dipendenti degli stabilimenti di Roma lavorino, per esempio, per clienti di Milano. Se Hp vuole soltanto licenziare, almeno non si nasconda dietro gli ammortizzatori sociali che tra l’altro paghiamo noi e non si trovi pseudo imprenditori che facciano finta di acquistare contratti di lavoro per risparmiarsi la fatica di licenziare direttamente.

sede-hp

 

E bene hanno fatto i lavoratori, cui va tutta la mia solidarietà, a respingere un accordo che significava soltanto coprire queste manovre. Ad oggi, Regione Campania e Ministero dello Sviluppo Economico si sono limitati alla solita assistenza psicologica (riunioni fumose, pacche sulle spalle, ecc.). Secondo me è ora di cambiare passo. Hp, per esempio, è titolare di una grossa e lucrosa commessa con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e collabora con molti Enti, nazionali e locali. Insomma, buona parte del suo fatturato italiano dipende dal pubblico.

Chiedo perciò al Governo di far valere la sua veste di “buon cliente”, come si usa fare in ogni parte del mondo. Quanto alla Regione, davanti alla quale pende una richiesta di cassa integrazione della Hp, almeno sventi questa manovra in danno dei cittadini italiani e faccia valere il peso, anche morale, dei finanziamenti erogati negli anni

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