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31 agosto 2015

Il Napoli è tutta n’ata storia!

Uno stadio che non fa più il pienone, striscioni dentro e fuori dal San Paolo e persino qualche inno “nuovo di zecca”. Tutto e tutti rigorosamente contro il presidente De Laurentiis. La squadra, i ragazzi, invece, non si toccano. Anche perché ci mancherebbe pure che, dopo quei due spettacolari goal di Higuain, ce la prendessimo pure con loro.

Piuttosto sono i tre cambi che non comprendo, così come non ho compreso la sostituzione dello stesso Higuain in favore del pur bravissimo Gabbiadini al debutto col Sassuolo. Higuain io lo lascerei sempre e comunque in campo, così come il nostro Capitano Hamsik, a meno che la loro condizione fisica non glielo consenta.

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Ma veniamo ai tre cambi di ieri sera, dopo un primo tempo da incorniciare, in cui non avevamo lasciato che la Sampdoria tirasse una sola volta in porta. Tre cambi, tre errori, secondo me. Lasciando in panchina Mertens e stavolta pure Gabbiadini. E qui è il punto. Una squadra che crede nello scudetto e aspira a tornare in Champions può reagire tatticamente così ad un pareggio?

Il vero tema secondo me è proprio nell’assenza di un progetto, che di conseguenza si trascina dietro l’assenza di un adeguato mercato e l’assenza di qualsiasi ambizione. A Napoli, il calcio è pane quotidiano e il Napoli è molto di più che una squadra. Il Napoli è riscatto, è speranza, è ambizione appunto. È tutto ciò in cui la gente crede, senza alcun filtro, senza alcuna distinzione di ogni sorta.

Ecco perché Napoli e i napoletani meritano di più, a partire da uno stadio all’altezza di una squadra europea. Ecco perché il vero mea culpa, l’unico e il solo, va fatto dalla società. Tutto il resto sono chiacchiere da bar sport, Sarri fa quel che può e i ragazzi in campo lo stesso, rischiando di perdere smalto e qualche volta pure lucidità.

Ma forse tutti noi avremmo dovuto accorgercene prima, con la cessione di Lavezzi e di Cavani. E ci ho pensato proprio ieri sera. Mentre noi arrancavamo un pareggino casalingo con la squadra di Zenga, il Psg veniva traghettato verso l’ennesima vittoria proprio da Cavani e Lavezzi, due dei nostri tre tenori di un Napoli da Champions che, francamente, vorrei tanto vedere, ma non vedo più.

Forza ragazzi, a voi dico non mollate mai. Fatelo per questa città.
A De Laurentiis dico: si faccia una domanda, forse anche più di una. Fare il presidente del Napoli non è come produrre un film. Fare il Presidente del Napoli non dovrebbe essere un lavoro.

Invece basta leggere i bilanci del Napoli per scoprire che è un secondo lavoro per lui e per la sua famiglia. Molto ben retribuito. Per me e per milioni di napoletani, qui e nel mondo, il Napoli è “tutta n’ata storia!”.

‪#‎ilNapoliAiNapoletani‬

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