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11 febbraio 2017

La mercificazione del bisogno

Egr. Prof. Severino Nappi

Mi chiamo Bruno e sono uno di quei disoccupati che ha incontrato durante il suo mandato in Regione Campania. Mi rivolgo a Lei perché, mentre ormai risulta evidente l’impossibilità di un dialogo “diretto” con le istituzioni, qualcosa è cambiato di nuovo e io e i miei ex-colleghi, non essendo inseriti in gruppi organizzati né in bacini di utenza privilegiati, ma essendo dei semplici disoccupati di lungo periodo, ci ritroviamo di nuovo in balìa di quel ricatto che fa leva sul nostro disagio principale: la DISOCCUPAZIONE. La nostra DISOCCUPAZIONE, per l’appunto, sembra essere sempre di più interpretata come una merce che, per alcuni, è diventato opportuno e conveniente coltivare e alimentare. Nel tentativo di trovare una qualsiasi soluzione, abbiamo da poco aderito a quel programma che voi chiamavate “Ritorno al lavoro”, oggi rinominato “Ricollocami”, e ci troviamo a riconoscere che le aspettative che potenzialmente poteva suscitare sono andate scemando sempre di più.

La lettura del “Piano di gestione attuativa”, pubblicato sul BURC, evidenzia da subito una marcata attenzione verso gli strumenti che si rappresenta essere deputati all’accompagnamento, alla ricollocazione e alla necessità di potenziare/finanziare questi ultimi – nel caso di specie i centri per l’impiego – qualcuno di noi ha immediatamente pensato che l’obiettivo fosse da ricercare in un unico termine: appalti.

Quella che per noi appariva come una “complessa strutturazione di frasi”, ci ha illustrato solo la necessità di rafforzare gli investimenti diretti alle tasche delle strutture pubbliche e private coinvolte e alla necessità di giustificare nuove assunzioni nei centri per l’impiego. Di effettiva volontà di cercare strategie concretamente indirizzate a ricollocarCi: NIENTE!!! Non curando chi di noi riteneva che gli eventuali BANDI potessero essere “cuciti addosso ad alcuni”, abbiamo cominciato a monitorare le pubblicazioni ufficiali con speranza fino a quando le nostre aspettative si sono esaurite per l’inutilità della ricerca. Per dirne una: sul BURC abbiamo trovato la “Approvazione Avviso per Manifestazione di interesse partecipazione a Percorsi formativi per Tecnico di accompagnamento alla individuazione e messa in trasparenza delle competenze e Tecnico della pianificazione e realizzazione di attività valutative”. Per noi, nulla di nuovo: la manifestazione di interesse per i “Percorsi Formativi” sembra essere destinata solo a chi può dimostrare di essere già “formato” (con esperienza di 5 anni negli ultimi dieci anni). Le cifre ammesse sembrano riportare fedelmente quelle proposte dal “Piano di gestione”. Qualcuno ha pensato che fosse un modo per “sistemare” nel pubblico qualche affiliato a qualche sindacato, visto l’intimo legame di questi con le APL, e garantirsi quindi una sostanziosa merce di scambio sotto campagna elettorale oltre a una maggiore possibilità di controllo e gestione del fenomeno DISOCCUPAZIONE… saranno dei semplici malpensanti?

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Abbiamo in ogni caso tentato di trovare una qualche utilità nelle altre misure adottate e, come ormai da consuetudine, l’unica utilità che ne abbiamo riscontrato è la materializzazione del ricatto anche morale al quale ormai, viste le necessità, dobbiamo sottostare: i soldi, seppur pochi meglio che niente, a fine corsi. Nel giugno dell’anno, su “Il Velino.it”, il neo-governatore (ri)presentava Garanzia Giovani come fosse una novità. Mi chiedevo ironicamente dove fosse stato fino ad allora visto Garanzia Giovani era partito già da qualche tempo. Tra quelle che rappresentava come “le novità” De Luca ripresentò anche Garanzia Over. La cosa mi ridiede la speranza di immaginare almeno la possibilità di poterci proporre e di dimostrare al mondo del lavoro, quello vero, che eravamo ancora validi. Apprezzai tantissimo quel “non ci sarà bisogno di alcun mediatore politico.”  A fatti, invece, le candidature per le offerte di lavoro possono essere operate solo dai CPI e dalle APL!!! È mancata quindi quella che lo stesso De Luca ha definito essere la liberazione “delle politiche sociali da clientele politiche”, che invece a fatti hanno assunto più precisamente la forma di “clientele sindacali”. I CPI sembra non leggano neanche i cv della “merce” trattata perché, a dire dei funzionari di uno di questi, hanno avuto disposizione di favorire prima “i soliti violenti”. Le APL, per ciò che concerne le candidature a Garanzia Over, ne sembrano addirittura terrorizzate!!! Garanzia Over sembra essere un potenziale limite alla quantità di “merce” da poter utilizzare per giustificare e alimentare il business di una formazione fine a sé stessa (i corsi retribuiti).

Senza perderci di coraggio abbiamo allora indirizzato la nostra attenzione sul discorso Voucher monitorando i bandi delle Amministrazioni Locali. Ogni offerta sembra destinata ai soliti gruppi di disoccupati violenti, sindacalizzati e quindi privilegiati: le offerte pubblicate dai bandi, non ultima quella del Comune di Napoli, a differenza di quanto descritto dal regolamento, relegano l’accesso alla misura ai soli residenti e probabilmente, come dice Attilio, mio “collega disoccupato”, il motivo sta nel fatto che, chi non è residente, non può votare alle elezioni amministrative (altra forma di mercificazione?).

L’utilizzo di una formazione da utilizzare come sostituta di uno sterile e gratuito assistenzialismo risulta essere gradita ai più di questi gruppi organizzati (spesso esercenti di attività del mercato nero) a discapito nostro e di chi come noi vorrebbe la possibilità di immaginare una società dove il riconoscimento dei diritti non debba passare dalla manifestazione di azioni violente o in ogni caso illegali. A nome mio e dei miei ex colleghi nel lavoro e gli attuali nella disoccupazione, vista la cecità e l’irresponsabilità dell’attuale amministrazione regionale, Le chiedo di interessarsi ancora a noi come già fatto in precedenza e di individuare, se Le è possibile, delle eventuali soluzioni/strategie finalizzate alla cura e non alla gestione strumentale del nostro male.

Bruno il disoccupato e i suoi amici… disoccupati.

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