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4 luglio 2015

La politica italiana tra rimpianti e rigori mancati

Ricordate Roberto Baggio ai mondiali di Usa ’94 che calcia il rigore alle stelle? Roberto Baggio lo ricorda bene e rimpiange di non aver tirato con precisione quel penalty, simbolo della sconfitta italiana ai campionato del mondo contro il Brasile. Il rimpianto è quello di non aver avuto un ruolo decisivo nella storia del nostro Paese.

Oggi, se mi permettete un paragone un po’ azzardato, a sbagliare quel calcio di rigore è stata la politica. Il caso De Luca in Campania aveva dato la possibilità al mondo politico di tirare il penalty decisivo, il rigore che gli avrebbe concesso la possibilità di iniziare a riappropriarsi di un ruolo, quello di saper riconoscere l’inadeguatezza di una persona nel ricoprire un incarico delicato, a tratti difficoltoso, come quello di guidare una Regione, senza lasciare che fosse un giudice a farlo.

SOCCER-WORLD CUP-1994-BRA-ITA

Invece alla politica sono tremate le gambe, la porta è sembrata piccola piccola ed il portiere, che nell’occasione aveva la faccia di Vincenzo De Luca, estremo difensore dell’illegalità e della sfrontatezza, è apparso imbattibile. Le Istituzioni hanno deciso di non presentarsi sul dischetto del rigore. Hanno preso il pallone e lo hanno dato alla magistratura. Un giudice ha calciato la sfera debolmente ed il portiere l’ha facilmente deviata.

Questa situazione lascia un rimpianto grande, indipendentemente da come finiranno nei prossimi mesi i mille guai giudiziari di De Luca : il rammarico per una politica incapace di prendere la decisione giusta al momento giusto. La politica ha semplicemente evitato di affrontare la questione: come si dice in questi casi, non si è presa la responsabilità…

Come diceva De Gregori “il giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia…. “. Tutte doti che anche in quest’occasione, l’ennesima, la nostra politica ha dimostrato di non possedere, con tanti saluti al rispetto delle leggi dello Stato e dei cittadini.

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