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19 luglio 2015

Mai dimenticare!

In questo giorno di venti tre anni fa si è scritta una delle pagine più nere della storia del nostro paese con la barbara uccisione di Paolo Borsellino nella strage di via D’Amelio per mano della mafia. Insieme al magistrato persero la vita i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Ad anni di distanza la domanda che molti si pongono è se la loro morte sia servita effettivamente a qualcosa. I fatti recenti che si leggono quotidianamente sui giornali o si vedono alla televisione farebbero pensare di no. Che la mafia, anzi le mafie abbiano preso il sopravvento, abbiano vinto.

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Io invece credo che le loro vite, donate al nostro paese, siano servite a molto. Sono servite d’esempio a milioni di italiani che in questi anni hanno deciso di dare una forte sterzata alla loro vita, imboccando la strada della legalità. Tante persone hanno capito che la via intrapresa da uomini come Borsellino, la possiamo intraprendere tutti, nel nostro piccolo, nella nostra vita quotidiana.

Molte le associazioni, gli esempi personali che in questi anni hanno detto un bel NO alla mafia. Tanti hanno seguito le parole di questo personaggio che come bene affermava ‘è normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti’.

E grazie al suo coraggioso esempio, tanti uomini e donne hanno trovato la forza di ribellarsi a questo cancro che è la mafia, hanno provato nel quotidiano a fermarla. Non voglio dire che questo male che ci affligge sia stato sconfitto, purtroppo esempi di criminalità a stampo mafioso sono all’ordine del giorno in tutta la penisola. Ma sono sicuro che da quel 19 luglio 1992 tanto sia cambiato nella percezione che noi abbiamo delle mafie, tanta strada è stata fatta e seguendo l’esempio di Paolo Borsellino, tanta strada possiamo ancora fare.

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