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severino nappi

Nella vita non bisogna mai fermarsi, perché chi si ferma è perduto. 

Antonio de Curtis

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Ecco, io non mi sono mai fermato. Nella mia vita, nel mio operato, nello studio, nel mio impegno nel lavoro, nella granitica convinzione che anche io, nel mio piccolo, potessi cambiare qualcosa.

E se mi chiedono chi è Severino, rispondo “un uomo come tanti”. Avvocato per passione, professore ordinario di diritto del lavoro per scelta, politico per missione. Napoletano per vocazione, marito di Anna Lia e papà di Roberta per amore.

Da sempre mi sono impegnato nel sociale, indirettamente in politica. Nello scorso mandato regionale sono stato consulente giuridico della Presidenza del Consiglio regionale. Contemporaneamente sono stato Assessore alle risorse umane e all’occupazione della Provincia di Napoli.

Al tempo dell’oggi, oltre a ricoprire l’incarico di Assessore al Lavoro della Regione Campania, sono vice-coordinatore del Nuovo Centrodestra in Campania con delega all’organizzazione e componente della Direzione Nazionale del partito.

La mia nomina di Assessore nel 2010 mi ha dato in consegna una realtà complessa e articolata a cui, con passione e determinazione, sto dedicando ogni giorno della mia vita.

Ho dovuto affrontare gravi difficoltà rispetto a ciò che ho trovato in Regione. Una realtà contraddistinta da conti in dissesto, sforamento del patto di stabilità e soprattutto l’idea, sinceramente inaccettabile, che le politiche del lavoro e della formazione potessero essere portate avanti “a casaccio”, per giunta nella terra della deindustrializzazione  e della disoccupazione giovanile. Le difficoltà sono state inizialmente legate al mondo della disoccupazione organizzata, che a Napoli si è sempre saldata con centri sociali e con certe frange estremistiche, ai quali ho detto che non potevano esistere canali preferenziali per nessuno. È partito così la mia battaglia “stop all’assistenzialismo“, con quello che si accompagna in termini di politiche clientelari e di affarismo, per la quale sono stato più volte minacciato, intimidito e aggredito. E questo essenzialmente per sostenere l’idea, che sento come cittadino comune, che l’impegno per chi è indietro e vive in difficoltà non può essere speso solo per qualcuno, perché magari ci strizza l’occhio politicamente o perché fa dell’intimidazione e della violenza la sua arma, ma deve essere rivolto a tutti. Specie a coloro che, dignitosamente, combattono la loro vita, spesso in silenzio e soli.

Ma non mi sono fermato. E non lo farò.

Ho fatto partire progetti di cui sono profondamente fiero: dal Piano per il lavoro, il primo nella storia della Campania, alle politiche per i giovani (legge sull’apprendistato, sui giovani professionisti, poli formativi. Centri di competenza, distretti tecnologici, dottorati in azienda, Garanzia Giovani Campania), dalle nuove regole sul funzionamento della formazione agli strumenti per consentire il reinserimento di licenziati e cassaintegrati, stiamo dando vita ad un sistema, nuovo e diverso, che cambia la filosofia di funzionamento del nostro mercato del lavoro.

La mia vita, il mio impegno, quello che è stato e quello che verrà è solo un punto nel cammino della vita, ma sarà sempre un punto fermo della fedeltà verso il mio pensiero e verso chi ha scelto di ascoltarlo.

Severino

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