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22 settembre 2015

Senato si? Senato no?

Renzi la chiama la madre di tutte le riforme e a me invece ricorda solo una canzone di Elio e le storie tese. Italia sì? Italia no? Ve la ricordate la Terra dei Cachi? Secondo me non è cambiato nulla. Nè cambierà nulla dopo questa riforma.

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Se il Senato si fosse abolito, allora staremmo parlando già di un’altra cosa. Ma così non è, così come non lo è stato per le Province. E intanto, però, siamo costretti ad assistere al solito minuetto, che comincia nella Direzione del Pd e termina nelle aule parlamentari, in cui si va avanti a colpi di emendamenti e mozioni, ricollocazioni e cambi di partito, senatori che vanno e vengono e poltrone che si mantengono con la colla.

Ma io mi domando: alla gente, di tutto questo, cosa importa? A parte che una riforma della Carta Costituzionale non si può derubricare a partita di Risiko, ma dopo tutto questo finto litigare, quando le varie correnti un accordo lo troveranno, perché lo troveranno, cosa cambierà per la gente che si aspettava che le priorità fossero tasse e pensioni?

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