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22 febbraio 2017

Sud, disabili e campi da golf

Questa è una storia di reiterata follia e cinismo. Senza dubbio spostarsi su di una sedia a rotelle per le strade delle nostre città può risultare meno “gradevole” del muoversi a bordo di una golf car su di un bel prato all’inglese. Anche per questo, secondo voi, per che cosa le Istituzioni dovrebbero spendere di più? Non ci sarebbe neppure da pensarci su. 

Invece no. Per il il golf 97 milioni di euro, per i disabili solo 75. Anzi. Si fa di peggio. I soldi del Fondo dei disabili sono erogati in modo squilibrato, ovviamente a danno del Sud. E, quando ci si prova a riequilibrare le cose, il Pd si schiera contro e il M5s si astiene, per un ordine di scuderia, partito forse senza neppure sapere esattamente cosa stavano votando.

È accaduto l’ultima volta l’8 febbraio. I parlamentari del PD, all’unanimità, hanno respinto un emendamento di Mara Carfagna, deputato di Forza Italia, e degli altri deputati del centrodestra, che aveva proposto una distribuzione delle risorse del Fondo per le non auto-sufficienze maggiormente equilibrata e solidale e in particolare di aumentare quelle per il trasporto e l’assistenza scolastica dei ragazzi disabili, senza neppure chiedere di variare la spesa complessiva.

Disabili

Per giunta, gli attuali criteri di riparto del Fondo prevedono che il 60% delle somme venga assegnato ai Comuni considerando la spesa storica da loro sostenuta per questa “voce” nell’anno precedente, mentre soltanto il restante 40% viene distribuito tenendo conto del numero dei disabili residenti nel vari territori. 

Dietro questa apparente logica matematica si consuma una profonda ingiustizia ai danni del Sud. Infatti, i Comuni del Mezzogiorno sono notoriamente privi di fondi da molti anni e quindi spendono molto meno anche per i disabili. E così, attribuendo ogni anno il 60% delle somme disponibili a chi ha speso di più l’anno precedente, il solco si allarga sempre di più. Cioè, chi ha già di meno riceve di meno e può fare ogni anno sempre di meno.

Questa storia per dire cosa? Lasciamo perdere i proclami, i blog, le conferenze stampa con i cartelloni pieni di cifre e di promesse e guardiamo ai fatti. E i fatti sono anche questi. Un esempio, forse banale, per spiegare come noi stiamo intendendo la politica in questo difficile momento, come stiamo agendo per il Sud, per le nostre comunità, per la nostra gente, per una maggiore consapevolezza nelle scelte.

E quello che invece accade spesso, per cinismo o incompetenza.

#LeParoleEiFatti

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