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10 febbraio 2015

Immigrazione, il caro prezzo dell’immobilismo europeo

È davvero paradossale che dopo l’ennesima strage di migranti nel Canale di Sicilia l’unica cosa che riesca a dire l’Unione europea sia che “deve essere fatto di più”, per bocca del Commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos.

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Se dopo anni di continui sbarchi, emergenze e centinaia di vittime l’Europa è ancora ferma al punto del ‘dobbiamo fare di più’, in qualche modo riconosce l’amaro fallimento del suo strascicante immobilismo che per troppo tempo ha costretto il nostro Paese a sobbarcarsi costi e responsabilità di una gestione delle coste europee che deve per forza di cose essere comune.

Non ci sono più attenuanti che tengano, semmai ce ne siano state, specie dinnanzi ai drammatici focolai di scontri e conflitti che proliferano alle nostre porte. Almeno su questo, l’Europa non faccia finta di nulla girandosi dall’altra parte. Anche perché, dovunque dovesse volgere lo sguardo, non vedrà di certo luce chiara all’orizzonte.

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28 agosto 2014

Frontex Plus dimostra che l’Italia aveva ragione

L’impegno dell’Europa di avviare la nuova missione Frontex Plus per fronteggiare l’emergenza immigrazione è un chiaro segnale che l’Italia aveva ragione. Gestire gli sbarchi e accogliere chi arriva sulle nostre coste è un dovere di tutti i Paesi, perché l’Europa non si ferma a Lampedusa.

Ora però tutti gli altri Stati membri devono contribuire con propri mezzi e proprie risorse. La nuova missione non sia un nuovo specchietto per le allodole e un’altra occasione per addossare costi e responsabilità all’Italia.

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In Campania stiamo già cercando di offrire un’adeguata accoglienza ai profughi, nel rispetto delle diverse competenze istituzionali. E ogni ulteriore decisione in merito dovrà essere assunta soltanto con il dialogo e il confronto con i cittadini.

Per Mare Nostrum stiamo già spendendo in Italia circa 9 milioni al mese. È ora che anche altri Paesi se ne facciano carico.

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