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26 gennaio 2017

PD – Partito Deficiente (da deficere – mancare). Pozzo profondo o corda corta?

La non-sensibilità mostrata durante gli ultimi quattro governi nei confronti degli italiani sembra più volte aver varcato i confini dell’assurdo. Se i giovani senza lavoro si sono sentiti chiamare “choosy” nel lontano 2012 da una ministra del lavoro, la evidente “deficienza di consapevolezza, coscienza e rispetto delle persone” ha raggiunto la sua massima espressione nelle ormai abituali e spietate soluzioni proposte dal gran numero di piddini e similari al potere.

Se la Fornero aveva pensato di risolvere il problema della disoccupazione giovanile invitando i nostri ragazzi a emigrare, il “presente stressato” e con poche prospettive delle coppie che non riescono a mettere su famiglia e a realizzarsi per la evidente mancanza di lavoro/stabilità ha subìto un ulteriore fattore di sfiducia nel futuro e nelle istituzioni quando, come uscita dal Mulino Bianco, la ministra Lorenzin ha pensato di organizzare nientedimeno che il “fertility day”.

Ora, come struzzi che affondano la testa nella sabbia del deserto delle loro idee, gli esponenti del PD stanno sistematicamente dissacrando la pesantezza delle questioni attraverso affermazioni/soluzioni che, nel tempo e in vari modi, sono riuscite a toccare la dignità di tutte le altre categorie di cittadini.

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Tra le “produzioni” più riuscite non si può non ricordare, e con sarcastico sorriso, la bizzarra percezione che la Boldrini aveva dei bambini di Cascia durante la sua visita in Umbria al campo dei terremotati… hem, testualmente: “adesso siete come in vacanza!!!”. Per non parlare del poco cortese invito ai giovani da parte del Ministro Poletti (Ministro del lavoro, eh!), ad andare e restare all’estero!!! 

Insomma, finendo per imitare lo spirito di quella regina francese, Maria Antonietta d’Austria, che alle rimostranze del popolo affamato per la mancanza di pane aveva risposto consigliando di mangiare brioches, qualche esponente PD ha pensato di risolvere una grave emergenza ospedaliera (affollamento nei pronto-soccorso), invitando gli operatori a non accettare pazienti (sì, avete capito bene, rimandare la gente malata a casa) se i posti letto fossero esauriti. Come avete capito, parlo del nostro attuale governatore, De Luca. E cioè lo stesso signore che, sommerso dalle grida dei cittadini sdegnati dal fatto che volesse licenziare i medici dell’ospedale di Nola colpevoli di aver lavorato troppo, ha cercato di correggere il tiro proponendo in sostanza di premiarli…

Tra disoccupati, terremotati, giovani “potenziali famiglie” in difficoltà economica, non potevano mancare gli anziani. 

Quest’altra “brioches” è stata sfornata dal deputato PD Morani per gli anziani in difficoltà economica. Durante una puntata del programma tv “Quinta Colonna” ha dichiarato testualmente: “Esiste uno strumento che conosciamo poco, che è fatto apposta per gli anziani proprietari di casa che percepiscono pensioni basse, che si chiama prestito vitalizio ipotecario”.

Nel confuso tentativo di comprendere se si tratti di pura satira o di semplice incapacità nel cercare e trovare soluzioni adeguate, credo sia arrivato da tempo il momento di invitare gli amici del PD a una lunga e sentita riflessione: avete mai pensato che forse non è il pozzo a essere profondo ma la vostra corda a essere corta?

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5 novembre 2015

Lavoratori assenteisti, il Ministro Madia scopre l’acqua calda.

Il Ministro Madia scopre l’acqua calda quando sostiene l’esigenza di mandare a casa i lavoratori assenteisti. Per far questo le leggi esistono già. Sono quelle approvate dal centrodestra e dall’ultimo governo Berlusconi, che disciplinano procedure chiare e regolari per sanzionare chi commette illeciti contro la pubblica amministrazione.

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La Madia pare invece svegliarsi da un lungo sonno e accorgersi solo ora delle tante irregolarità che avvengono negli uffici pubblici. Piuttosto, si preoccupi di snellire tutte quelle procedure farraginose che fagocitano l’apparato burocratico e complicano la vita di milioni di cittadini e imprese.

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30 ottobre 2015

Dati Istat irrisori, Matteo Renzi si entusiasma per cifre da prefisso telefonico

Dai dati Istat di oggi emerge una realtà tutt’altro che positiva e rassicurante.

Da un lato il mercato del lavoro appare ancora altalenante e instabile, con cifre che oscillano a seconda delle congiunture stagionali. Dall’altro, si registra un allarmante aumento degli scoraggiati.

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A ben guardare infatti il calo del tasso di disoccupazione, peraltro irrisorio essendo pari allo 0.1%, dipende essenzialmente dall’incremento degli inattivi. In altre parole, i disoccupati diminuiscono soltanto perché aumentano le persone che non cercano più lavoro.

Non c’è nulla di cui rallegrarsi e andare fieri. Matteo Renzi farebbe bene a smetterla di entusiasmarsi per queste cifre da prefisso telefonico che tutto sono tranne che incoraggianti.

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9 marzo 2015

Non solo l’8 Marzo

In occasione della Festa della Donna penso sia giusto riflettere anche di cose concrete, come l’occupazione femminile e il ruolo decisivo che le donne possono avere nel mondo del lavoro.

Ieri il presidente Mattarella ha sottolineato come “il peso maggiore della crisi economica” gravi proprio sulle donne italiane, che affrontano tutti i giorni il difficile compito di dividersi tra lavoro e famiglia, occupandosi dell’educazione dei propri figli e preoccupandosi della salute dei propri genitori, dell’intera famiglia.

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È vero. Le donne, oltre a essere un pilastro portante del benessere e del funzionamento della società italiana, hanno bisogno di politiche e di strumenti che preservino il loro prezioso ruolo.

Non più di qualche settimana fa, durante la prestigiosa cerimonia degli Oscar, l’attrice americana Patricia Arquette ha sottolineato il gap salariale di genere anche in America, riaffermando la necessità di garantire ad ambo i sessi pari diritti e pari opportunità. In Europa il divario tra lo stipendio percepito da un uomo e quello percepito da una donna è mediamente del 16%. E questo è assolutamente inaccettabile.

Noi in Campania, nel nostro piccolo, ci siamo da subito impegnati per il ruolo della donna nel mercato del lavoro, avviando un tavolo sulle pari opportunità tramite cui abbiamo cercato di promuovere politiche concrete volte a favorire la parità di genere nel settore occupazionale. Già con il piano ‘Campania al Lavoro!’ sono emersi i primi risultati positivi per il mondo delle donne. E proprio su questa strada abbiamo continuato a predisporre e mettere in campo misure concrete, come l’apprendistato professionalizzante e quelle funzionali all’autoimpresa, solo per citarne alcune.

C’è ancora tanto da fare. Ancora tante misure da implementare, tante sfide da vincere. Ma possiamo farcela, insieme, credendoci fino in fondo. E andando al di là della semplice ‘quota rosa’ che spesse volte si traduce in un effimero contentino che lascia il tempo che trova. Facciamolo. Perché il mondo del lavoro ha bisogno delle qualità, della lungimiranza e della costanza delle donne.

Auguri a tutte le donne! Auguri oggi, domani, dopodomani e il giorno dopo ancora. Perché senza le donne il nostro mondo sarebbe grigio, certo non solo l’8 marzo.

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19 febbraio 2015

Garanzia Giovani, 6.250 ragazzi avviati al lavoro

È stato pubblicato il nono monitoraggio del programma “Garanzia Giovani Campania”, con i dati aggiornati al 31 gennaio 2015. In totale, i ragazzi che hanno aderito al programma sono 54.769. Quelli già “trattati” dai centri per l’impiego e dai servizi per il lavoro privati sono 27.820. Di questi 15.709 giovani sono stati già “presi in carico” dai suddetti servizi. Sempre dal totale, 8.140 giovani non sono presentati all’appuntamento mentre 2.800 circa sono stati cancellati dal programma per mancanza di requisiti.

6.250 giovani che hanno fatto adesione a Garanzia Giovani sono stati avviati al lavoro. Nello specifico, 1.190 hanno ottenuto un contratto a tempo indeterminato, 3.125 uno a tempo determinato e 1.800 circa sono stati chiamati con altre tipologie contrattuali. La maggior parte, oltre 5.000, ha trovato lavoro nel settore dei servizi, in particolare commercio, alloggio e ristorazione; oltre 1.000 nei settori di industria e costruzioni.

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Le offerte di lavoro da parte delle aziende presenti sul portale sono 5.314, di cui 3.360 per contratti a tempo determinato. Tra queste 4.997 offerte riguardano il settore dei servizi. A queste offerte, da ieri si aggiungono gli oltre 4.000 tirocini finanziati dalla quota campana di Garanzia Giovani. I tirocini sono in queste ore in corso di pubblicazione da parte dei soggetti ospitanti che hanno ricevuto il finanziamento regionale.

Diamo esecuzione ad un progetto di cui spesso si parla, anche senza conoscerlo. Noi, invece, in Campania, lo abbiamo voluto cogliere come un’opportunità per dare una scossa al nostro mercato, cominciando col combattere le inefficienze e i ritardi interni al sistema. Un’occasione per rivedere la funzionalità dei centri per l’impiego e la creazione di un modello che faccia innanzitutto rete tra tutti i soggetti coinvolti.

Molti sono i ragazzi che ci stanno credendo e tanti quelli che hanno già trovato un’opportunità, con la consapevolezza che le risorse ci sono, e che in questo programma ci sarà spazio per tutti.

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10 novembre 2014

Industria, dati Istat preoccupanti. Basta chiacchiere, è ora dei fatti

L’industria italiana continua lentamente ad affondare fra il silenzio generale delle istituzioni. I dati Istat sono preoccupanti: a settembre si è verificato un ulteriore calo della produzione del 0,9% rispetto al mese di agosto, segnando un calo del 2,9% su base annua. Nessun settore industriale si salva dal tracollo: i beni di consumo sono i più danneggiati, ma anche i beni strumentali, l’energia e i beni intermedi segnano un calo.

Industria

Il Made in Italy sta vivendo uno dei periodi più cupi della sua storia. Davanti a dati tanto preoccupanti non possiamo permetterci di stare immobili o di perdere tempo in discussioni trite e ritrite e non risolutive. Dobbiamo riorganizzare in tempi celeri il lavoro su base collettiva, puntando soprattutto sulla produttività delle imprese italiane e sulla qualità superiore dei nostri prodotti. Solo in questo modo possiamo evitare che la produzione italiana subisca ulteriori irreparabili danni.

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8 novembre 2014

Jobs Act: passare dalle parole ai fatti

È finita la stagione delle attese e dei proclami. Questo è il tempo di lavorare per la tempestiva approvazione del Jobs Act, l’unico provvedimento in grado di dare impulso a una realtà complessa come quella che interessa il mondo del lavoro.

Lavoro

Le discussioni sulle regole del contratto di lavoro hanno fatto il loro tempo. Bisogna intervenire sul testo del Jobs Act per introdurre norme sulla contestazione collettiva che aiuti la produttività delle imprese, rimettendo mano al tema dell’organizzazione del lavoro, istituto che ad oggi è oberato di leggi e regolamenti dispendiosi e inefficaci.
Invece di discutere delle regole che interessano il contratto di lavoro, bisogna aprire un tavolo per migliorare i contratti collettivi, dando priorità ai diritti dei lavoratori.

È necessario riorganizzare in maniera efficiente le politiche del lavoro, anche sfidando i sindacati, lì dove necessario. Il Jobs Act in questo senso può essere lo strumento di collegamento tra le troppe parole e i pochi fatti e rappresentare la semplificazione capace di proiettare i lavoratori e le imprese verso il futuro.

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25 ottobre 2014

Accorpare il Ministero del Lavoro con quello dello Sviluppo e creare un Ministero della Famiglia

Lavori in corso per il mercato del lavoro. Oggi più che mai è fondamentale rimboccarsi le maniche e affrontare i temi che sono preminenti per gli italiani. Diritti e sviluppo, iniziando col cambiare la cultura del lavoro nel nostro Paese. Necessitiamo di una governance istituzionale perché il sistema industriale si muove attraverso politiche integrate che coniugano lavoro, formazione, ricerca e sviluppo.

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Per questo ritengo che il lavoro vada coniugato con lo sviluppo, il tutto regolato da un unico ministero. Nel 2014 è anacronistico che ci sia ancora un ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sarebbe estremamente più produttivo avere un ministero dello sviluppo e del lavoro e un nuovo ministero della Famiglia e della Persona.

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20 giugno 2014

Al via in Campania la staffetta generazionale

E’ partita ufficialmente la ‘Staffetta generazionale‘ in Regione Campania. Da oggi e fino al 31 dicembre, possono essere presentate le richieste per accedere alla misura. La Giunta Caldoro ha messo in campo 3 milioni di euro, per l’avviso pubblico destinato a incrementare l’occupazione giovanile.

I datori di lavoro interessati possono presentare domanda per la trasformazione in part-time del contratto di uno o più lavoratori maturi che abbiano aderito in maniera volontaria e per l’assunzione di uno o più giovani con contratto a tempo indeterminato, anche in apprendistato.

Obiettivo della staffetta generazionale è incrementare l’occupazione giovanile, in base alle esigenze dei lavoratori anziani che siano a 3 anni o meno dalla pensione, in una prospettiva di solidarietà intergenerazionale.

I datori di lavoro privati interessati e che ne hanno i requisiti presentano la domanda alla Regione attraverso Pec, la posta elettronica certificata, con tutta la documentazione richiesta. Gli uffici regionali esaminano le istanze in ordine cronologico e trasmettono le domande ammissibili all’Inps. Poi l’Inps controlla il possesso dei requisiti degli ammissibili e quantifica i contributi da versare. La Regione pubblica il decreto definitivo degli ammessi alla misura e liquida i contributi all’Inps in base al protocollo d’intesa stipulato con l’ente lo scorso 27 maggio. Il datore di lavoro, entro i 30 giorni successivi, trasforma il contratto dell’anziano ed assume il giovane, comunicandone il nominativo alla Regione.

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