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5 novembre 2015

Centrodestra, torniamo a essere protagonisti del cambiamento

Ancora una volta il Presidente Silvio Berlusconi ha rimarcato con autorevolezza e lungimiranza la necessità per tutto il centrodestra di ritrovare unità e spirito di coesione.

berlusconi

Ora tocca alle diverse anime che compongono il nostro schieramento ritrovarsi sulla base di quei valori comuni che da sempre ispirano il nostro operato, per tornare a essere protagonisti di quel cambiamento che gli italiani ci chiedono a gran voce.

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9 novembre 2014

Check Point Libertà

 

9 Novembre 1989 – 9 Novembre 2014

Venticinque anni fa la caduta del muro simbolo della divisione del mondo contrapposto in due blocchi ben distinti.

Venticinque anni fa la fine di un’epoca di profondo contrasto ideologico, che ha segnato più di quarant’anni di storia moderna.

Venticinque anni fa il paese da cui il fenomeno totalitario aveva avuto origine si ergeva a baluastro di libertà dai regimi che opprimono l’individuo.

Venticinque anni fa nasceva l’opportunità di far ripartire l’economia della Germania dell’Est, oggi traino dell’intero paese.

Oggi, a venticinque anni da quel giorno, 8000 palloncini illuminati verranno liberati lungo i 15 chilometri di perimetro del Muro di Berlino, in ricordo di quella forza, di quella determinazione, di quel desiderio di libertà che ha permesso a una Nazione di rinascere.

Muro di Berlino

Recentemente il leader simbolo di quell’epocale cambiamento, Michail Gorbaciov, a Berlino, in occasione dell’inaugurazione della mostra “La caduta del Muro – l’esperienza”, ha espresso la sua profonda preoccupazione per il ritorno ad un mondo fatto di divisioni, di dicotomie, di forze disgreganti che minano gli sforzi e le conquiste degli ultimi venticinque anni.

Noi, nella nostra Italia unita, apparentemente senza divisioni di luoghi, di spazi e di ideologie violentemente contrapposte, ci scontriamo spesso con un muro virtuale: un muro fatto di opinioni e di posizioni ” contro”, non “per”; un muro che ostacola il dialogo e spesso impedisce la costruzione di un clima di collaborazione anche sulle cose da fare.

Quando si combatte contro un muro di questo genere – un muro che non ha fondamenta nel terreno e non è fatto di cemento ma di pensieri, un muro su cui è impossibile arrampicarsi e che non può cadere a colpi di piccone – diventa tutto più difficile.

Il muro di cui oggi si celebra la caduta era evidentemente molto più di una montagna di mattoni che ha diviso Berlino per quasi trent’anni. Era il simbolo di due mondi contrapposti nei quali era il terrore a mantenere l’equilibrio; il simbolo della negazione della libertà; il simbolo di una guerra sommersa.

La mia speranza è che gli elementi di divisione che oggi ci sono nel nostro Paese non vengano esaltati, come purtroppo accade di continuo; che istituzioni e politica, parti sociali e sistema produttivo, società e cittadini lavorino per far emergere quello che ci unisce e non quello che ci divide e per trovare un accordo su quello che si deve fare. Insomma, è tempo che il nostro virtuale muro di pensieri e di parole venga abbattuto e che l’Italia divenga il Paese di tutti e nel quale tutti si possono ritrovare, per crescere. #Insieme.

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