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7 novembre 2015

“Il mare a Napoli non si vede, si sente”

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Spesso dimentichiamo che la vista, pur essendo uno dei sensi più importanti, può fuorviare; che agli occhi possono essere mostrate cose diverse da come sono in realtà; che l’apparenza inganna. Se, ad esempio, su un muro bianco è presente una grossa macchia nera accanto ad un bellissimo quadro dai colori tenui e gentili, la nostra attenzione sarà catalizzata dallo sporco, e quello che ricorderemo di quel muro sarà l’incuria e la decadenza della macchia.

Nessuno parlerà del quadro se non come suppellettile secondario, come un’aggiunta, come un elemento presente, di cui non si ricorda nessun particolare.

Ecco, questa storia che gira in rete è quello splendido quadro che merita di essere valorizzato mentre si cerca di pulire la macchia. Questa storia merita di essere ascoltata perché ci ricorda come i particolari facciano la differenza. Questa storia è la storia di una donna che deve far leva su tutti gli altri sensi, perché la vista non ce l’ha, e grazie a questa privazione riesce per paradosso a vedere molto meglio di noi altri.

Napoli è molto più delle brutture che ci propinano i giornali tutti i giorni; è molto più degli scippi, delle sparatorie, del malcostume; è molto più del disordine, del traffico impazzito e dello stato di abbandono in cui, ahimè, versano certi quartieri. Napoli non è solo una macchia nera.
Napoli è soprattutto uno splendido quadro fatto di colori tenui, di gentilezza, di disponibilità e calore. Napoli è soprattutto amore. Napoli è un mare che non ha bisogno di essere visto perché per capirne la bellezza e la maestosità basta chiudere gli occhi e sentire.

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4 novembre 2015

Il giocoliere Renzi e i bluff sul Sud

Il giocoliere ha colpito ancora. Non appena sono iniziate a montare le polemiche sul vuoto della Legge di Stabilità e sugli errori contestati a Matteo Renzi anche dalla Corte dei Conti, ecco che il Premier ha fatto spuntare da un cassetto dimenticato il “Masterplansud”, ovviamente in bozza. Così, tanto per distrarre l’attenzione. O forse sperava che nessuno lo leggesse.

Renzi sud

Io però l’ho fatto e ne sono francamente indignato, prima di tutto come cittadino del Sud. Dietro paroloni, belle promesse e progetti fantasmagorici, si nasconde un dato assoluto e incontrovertibile: secondo Renzi lo sviluppo del Sud va finanziato solo coi soldi del Sud. Che cosa sono, infatti, i fondi europei se non soldi già destinati al Sud? Per il resto leggo di vaghe promesse di tassazioni preferenziali e soprattutto tante, troppe, chiacchiere. Quanto agli strumenti, la solita fuffa di misure vecchie e riciclate, a partire dalla Napoli-Bari che sta diventando come il panettone di Natale: non manca mai!

Invito i cittadini e la classe dirigente di questa nostra terra a dedicare un po’ del proprio tempo a verificare quanto sia vuota e effimera questa proposta che, dietro cifre rutilanti, vorrebbe condannare il Sud all’immobilismo sino al 2023.

Per parte nostra, d’intesa con i vertici del partito, metteremo in campo proposte serie e concrete per dare una spinta a cambiare le cose per davvero, per prima cosa aprendo spazi di confronto e dialogo, aperti a tutti, dagli imprenditori alle Università, a tutti gli ordini professionali e le associazioni di categoria perché il nostro contributo sia realmente fattivo.

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30 ottobre 2015

Dati Istat irrisori, Matteo Renzi si entusiasma per cifre da prefisso telefonico

Dai dati Istat di oggi emerge una realtà tutt’altro che positiva e rassicurante.

Da un lato il mercato del lavoro appare ancora altalenante e instabile, con cifre che oscillano a seconda delle congiunture stagionali. Dall’altro, si registra un allarmante aumento degli scoraggiati.

Nappi-Istat

A ben guardare infatti il calo del tasso di disoccupazione, peraltro irrisorio essendo pari allo 0.1%, dipende essenzialmente dall’incremento degli inattivi. In altre parole, i disoccupati diminuiscono soltanto perché aumentano le persone che non cercano più lavoro.

Non c’è nulla di cui rallegrarsi e andare fieri. Matteo Renzi farebbe bene a smetterla di entusiasmarsi per queste cifre da prefisso telefonico che tutto sono tranne che incoraggianti.

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15 ottobre 2015

Il menù senza ingredienti del Pd

Meglio la minestra riscaldata o il piatto nuovo di cui, però, non si conosce il sapore? Questo è il menù che il Pd propone ai napoletani per le amministrative del 2016, senza però minimamente comprendere che alle persone più che al nome della pietanza interessano gli ingredienti con cui viene preparata.

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Sui giornali è pieno di nomi di candidati alle primarie Pd, ma di programmi non se ne vede nemmeno l’ombra. La gente non ha più bisogno di persone che puntano alla poltrona, ma di soluzioni concrete ai propri problemi. Le persone vogliono essere sicure di mangiare un piatto salutare e preparato con ingredienti genuini, non si accontentano più di guardare solo un effimero menu.

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21 settembre 2015

Francesco è figlio di tutti noi

Di fronte ad un bambino a cui vengono negati i propri diritti, non possiamo solo indignarci, dobbiamo reagire e fare in modo che non accada più. Dove sta il Comune? Perché non prende posizione e si attiva, anche presso Napoli Sociale, così come chiesto dalla mamma, affinché il piccolo Francesco possa avere l’assistenza di cui ha bisogno?

Bogus-mumLa lotta agli sprechi va bene, ma sono anni che dico che i tagli non devono essere orizzontali. I tagli vanno fatti in maniera ragionata, anche dai Comuni. Altrimenti a pagarne le conseguenze saranno sempre e solo i più deboli. In bocca al lupo al piccolo Francesco e alla sua famiglia.

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19 settembre 2015

Mio padre e San Gennaro

Questo di oggi è il primo “San Gennaro” senza mio padre. E allora è giusto che lo ricordi io. Infatti, papà non era un napoletano doc, perché era nato in un paesino del nolano, Comiziano. Però era stato adottato da Napoli, o, forse, come tanti, era lui ad aver adottato questa città, così turbolenta e difficile. Nel “pacchetto” della napoletanità era compreso San Gennaro e i suoi riti.

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E così, accanto al santo protettore del suo paese d’origine (San Severino, da cui derivo io…), nella mia casa ha sempre aleggiato la figura del martire miracoloso, con la sua storia piena di misteri ed i mille aneddoti che circondano questa millenaria figura. Ricordo che, quando poteva, andava al Duomo ad assistere alla liquefazione del sangue. Poi, negli ultimi anni,  prima che la sua malattia lo isolasse dal mondo, non mancava mai di chiedere se San Gennaro avesse fatto il miracolo e quando.

Ad ogni tempistica e ad ogni modalità della liquefazione corrispondeva un “fatto” per la Città che lui, grande appassionato di storia, immancabilmente conosceva e ricordava. Perché, in fondo, San Gennaro è il simbolo e la cartina tornasole di Napoli. Una città che vive perennemente sospesa nella rassegnata attesa del miracolo che cambi le cose ma che, all’improvviso e con un guizzo, trasforma la sua indolenza in un’esplosione di idee, sempre geniali. Ed è di questi lampi che si era innamorato mio padre.

A proposito: San Gennaro domani sera, con la Lazio, pensaci tu.

 

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15 settembre 2015

Dichiarazioni Rosy Bindi: Napoli non è camorra

Rosy Bindi temo usi parole di cui non conosce il significato e il peso. Dire che a Napoli la camorra è un “dato costitutivo della città e della  Regione” è uno schiaffo in pieno viso alla tantissima gente onesta e perbene che qui vive e lavora. Mi ricorda quelle frasi razziste, infarcite di disprezzo e luoghi comuni, che hanno scandito le fasi peggiori del nostro Paese.
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Non mi sarei mai aspettato di sentirle pronunciare addirittura dal Presidente della Commissione Antimafia. I napoletani, quelli onesti, dalle Istituzioni si aspettano ben altro, non passerelle, non racconti stile Gomorra e non dita puntate contro. La camorra  esiste a Napoli,  come nel resto del mondo esiste la criminalità organizzata, e nessuno vuole negarlo. Ma bisogna affrontarla, non mortificare i tanti che già la subiscono.
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11 settembre 2015

Il terrorismo che ha cambiato volto

L’11 Settembre nella storia dell’umanità è una data che non sarà mai più la stessa ed è necessario ogni anno soffermarsi sui tristi fatti di quel 2001 per mantenere viva la memoria di migliaia di persone innocenti che quel giorno persero la loro vita.

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In questi anni il terrorismo si è modificato. Da Bin Laden ha preso il volto dell’Isis. Oggi più che mai è necessario un momento di riflessione sulla sfida che la comunità internazionale è chiamata a intraprendere per fermare l’escalation di terrore oramai divenuto tristemente quotidiano.

Questa è la sfida che tutti noi siamo chiamati ad affrontare per difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli. E non possiamo voltarci dall’altra parte, pensando che tanto questo male è lontano, perché i fatti hanno dimostrato che domani potrebbe capitare a noi o ai nostri cari di essere di colpiti dalla mano ferma e crudele di un terrorismo che non si ferma di fronte a nulla.

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7 luglio 2015

Telespazio mantenga i suoi impegni

Telespazio, controllata Finmeccanica, nei mesi scorsi aveva assunto l’impegno di mantenere aperta la sede campana: questo straordinario risultato è stato il frutto anche dello sforzo corale messo in campo dall’Amministrazione regionale, dai sindacati, dalle Università campane, dal Cira e dall’Asi, che avevano congiuntamente individuato la disponibilità del Cira ad ospitarla e a sviluppare programmi unitari allo scopo di preservare lo straordinario patrimonio di competenze nel campo della ricerca e dello sviluppo al servizio delle imprese dell’aereospazio rappresentato dai lavoratori della sede campana di Telespazio.

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Al contempo, Telespazio, anche in sede sindacale, aveva garantito che il trasferimento dei lavoratori presso la sede di Roma sarebbe avvenuto esclusivamente su base volontaria. Invece, negli ultimi giorni, i lavoratori hanno individualmente ricevuto una comunicazione dalla società che trasforma la volontarietà in obbligo e riconduce nuovamente la sede campana in mero presidio, con pochissime unità al servizio di un singolo progetto, peraltro già finanziato dalla Regione, riservando la possibilità di svolgere ulteriori funzioni sul territorio campano alla mera ipotesi di non meglio precisate future attività.

Questa decisione, del tutto unilaterale, tradisce lo spirito col quale si è lavorato per molti mesi, pone in difficoltà i lavoratori, mette in discussione il futuro in Campania di un settore strategico per la nostra economia. Chiediamo perciò a Telespazio non soltanto di modificare questa decisione e di mantenere la disponibilità concordata, ma soprattutto di assegnare altre missioni alla nuova sede campana, anche alla luce delle sinergie di altissima qualità che si è riusciti a mettere in piedi grazie alla rete regionale.

La storia dell’aerospazio in questo Paese è stata scritta in molta parte qui in Campania ed è un controsenso, oltre che un danno per l’economia italiana, disperdere valori e potenzialità – in particolare da parte di una controllata pubblica – proprio nel momento nel quale il Governo nazionale afferma di volersi impegnare maggiormente per la Campania e per il Sud.

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2 novembre 2014

L’Indifferenza della società. Onore ad un giovane coraggioso

Ieri ed oggi le pagine dei giornali campani raccontano la cronaca di un’aggressione avvenuta nel centro di Napoli ad alcuni giovani, sfociata nell’accoltellamento di uno di loro per aver tentato di difendere il gruppo dagli aggressori.

La tentazione potrebbe essere quella di derubricare il fatto come storia di ordinaria violenza. Del resto è accaduto tante volte, certo non solo a Napoli. E tante volte, noi abbiamo dato un breve sguardo alla pagina della “nera” e via, presi dal nostro quotidiano. Stavolta però c’è un fatto in più: le parole di questo giovane, intervistato su quello che era accaduto, nelle quali ho letto quasi il rammarico per essere intervenuto durante la rapina, per aver “osato” ribellarsi e un senso di stanchezza di fronte a questa opprimente cappa di miserevole sopraffazione, quasi una ennesima forma di “banalità del male”, che si è risolta nella sua, desolata, intenzione di andar via da Napoli.

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Immagino cosa ci possa essere dietro questo senso di stanchezza nei confronti di Napoli. Gli amici e la famiglia che gli avranno detto: “ma chi te l’ha fatto fare, potevi morire”. Gli saranno affiorate alla mente le tante vittime innocenti di miserabili interpreti della mediocrità di questa città. Lo scippatore che ferisce la signora anziana, il ragazzino ucciso per difendere il proprio motorino, la vittima innocente di un agguato di camorra.

Ma, accanto a questo male, quello che, sono certo, avrà fatto la differenza nel suo e, credo, nel nostro cuore è il fatto che qui è più difficile vivere che altrove. La violenza è anche nei comportamenti banali del quotidiano che, messi assieme, opprimono i giusti. Si, uso un’espressione così forte non per esaltare la condotta di chi ha senso civico e rispetto per gli altri, ma per esecrare coloro che non lo fanno.

Napoli è una città davvero difficile nella quale convivono passioni straordinarie e sane, entusiasmi costruttivi ed energie positive con comportamenti torbidi, violenze e mediocrità.

Una classe dirigente che, con poche eccezioni, oscilla tra disinteresse e egoismi individuali. Una massa distratta da esigenze, rassegnazione e bisogni. Ed una fetta della società che ritiene che il modo giusto per affermare sé stessa sia quello della sopraffazione sugli altri. Non penso tanto a coloro che hanno scelto la strada del crimine, perché queste persone, in fondo, sono espressione di un male universale che esercita la sua influenza negativa sulle nostre vite, sia pure in forme e con modi diversi, dovunque nel mondo.

Penso piuttosto ad una certa idea che il proprio io vada affermato comunque e dovunque e che il “nostro” abbia diritto ad una corsia preferenziale. Dal tizio che scavalca la fila perché ha fretta, come se gli altri trovassero gradevole attendere il proprio turno, al bellimbusto che ferma la macchina nel traffico per chiacchierare con l’amico.

Ecco, questo modo di essere travalica le piccole cose che a volte fanno pure sorridere per assurgere ad una sorta di malsana filosofia di vita. Ecco, dietro la voglia di andar via, sono sicuro che ci sia anche tutto ciò. Per questo sento di dover dire a questo ragazzo sconosciuto che deve essere orgoglioso di se. E non per aver rischiato la vita per un cellulare o una borsa, ma per aver affermato, a nome di tutti noi, che la sopraffazione e l’arroganza non scalfisce il senso del giusto.

Questo ragazzo ha il diritto di sapere che siamo con lui, che ci sentiamo rappresentati da lui, che siamo dalla sua parte. Devono andar via gli altri da qui. Non soltanto i criminali che l’hanno aggredito, ma prima ancora coloro che sono pronti a giustificarli dietro le miserie del mondo. O che sono capaci di girarsi dall’altra parte.

E per questo credo sia importante premiare questo giovane. In pubblico, se vorrà, in privato se non intende esporsi alla curiosità della gente. Premiamo i giusti. Solo così Napoli e la Campania potranno iniziare a cambiare.

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27 ottobre 2014

Jobs (F)act e un nuovo vivere in società

Le continue regole e riforme accatastate sul dorso del mercato del lavoro negli ultimi vent’anni sono state tutte fondate sull’idea che il diritto del lavoro fosse di per sé sufficiente a creare lavoro. La complessa situazione economica che viviamo oggi e la crescente disoccupazione dimostrano quanto tale idea fosse sbagliata.

Ora che anche Matteo Renzi ha avanzato la sua proposta di riforma con il Jobs Act, ho deciso di scrivere questo libro, “Jobs (F)act: Contro la Fabbrica delle Regole Inutili”, in cui racconto cosa è stato fatto negli ultimi vent’anni a riguardo, proponendo soluzioni semplici e compatibili con il sistema-paese.

Di questo abbiamo parlato in occasione dell’evento di presentazione del mio libro al Teatro Mercadante di Napoli, lo scorso 22 ottobre. Insieme a me, al dibattito moderato da Andrea Pancani (La7), sono intervenuti Stefano Fassina (Deputato Pd), Marco Gay (Presidente Giovani Imprenditori Confindustria), Cristina Guerra (Tg1), Filomena Pucci (Blogger per il Corriere della Sera), Davide Tizzano (campione olimpico) ed Emilio Fede.

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Abbiamo così iniziato questo nostro percorso che ci porterà, nel tempo, a confrontarci e discutere di ciò che possiamo fare, Insieme, portando avanti le nostre istanze. Lo faremo nei Fact-Point, i luoghi di incontro dove discuteremo e avanzeremo proposte concrete, vere e tangibili. Per dar vita a FAI, la fabbrica dell’Associazione Insieme, che si rivolge a tutti coloro che insieme con impegno e lungimiranza vogliono ancora “fare”, darsi da fare per migliorare la difficile situazione in cui viviamo e non rassegnarsi dinnanzi allo scorrere inesorabile del tempo.

Andiamo avanti convinti che soltanto attraverso la coesione sociale sia possibile gettare le fondamenta di un nuovo vivere in società.

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20 giugno 2014

Al via in Campania la staffetta generazionale

E’ partita ufficialmente la ‘Staffetta generazionale‘ in Regione Campania. Da oggi e fino al 31 dicembre, possono essere presentate le richieste per accedere alla misura. La Giunta Caldoro ha messo in campo 3 milioni di euro, per l’avviso pubblico destinato a incrementare l’occupazione giovanile.

I datori di lavoro interessati possono presentare domanda per la trasformazione in part-time del contratto di uno o più lavoratori maturi che abbiano aderito in maniera volontaria e per l’assunzione di uno o più giovani con contratto a tempo indeterminato, anche in apprendistato.

Obiettivo della staffetta generazionale è incrementare l’occupazione giovanile, in base alle esigenze dei lavoratori anziani che siano a 3 anni o meno dalla pensione, in una prospettiva di solidarietà intergenerazionale.

I datori di lavoro privati interessati e che ne hanno i requisiti presentano la domanda alla Regione attraverso Pec, la posta elettronica certificata, con tutta la documentazione richiesta. Gli uffici regionali esaminano le istanze in ordine cronologico e trasmettono le domande ammissibili all’Inps. Poi l’Inps controlla il possesso dei requisiti degli ammissibili e quantifica i contributi da versare. La Regione pubblica il decreto definitivo degli ammessi alla misura e liquida i contributi all’Inps in base al protocollo d’intesa stipulato con l’ente lo scorso 27 maggio. Il datore di lavoro, entro i 30 giorni successivi, trasforma il contratto dell’anziano ed assume il giovane, comunicandone il nominativo alla Regione.

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18 giugno 2014

Stabilizzazione Lsu Portici. Ciotola, Riconoscimento per chi ha dato tanto

”E’ stato un modo per ricompensare chi, per 20 anni, ha dato tanto al Comune di Portici”. Enzo Ciotola è consigliere comunale di Portici, in provincia di Napoli, e delegato nazionale di Ncd e spiega che la stabilizzazione dei 53 lavoratori Lsu di Portici ”è un riconoscimento per loro e per noi”.

”Quando ieri sera la vicenda si è chiusa con la loro stabilizzazione – racconta – molti hanno pianto. Ho capito che fare politica serve per dare risposte ai cittadini e risolvere i problemi. Fare qualcosa per la collettività ci ha riempito da un punto di vista umano”.

La storia di questi 53 lavoratori, racconta, ”è nata tre anni fa in seguito a un protocollo con la Regione Campania e l’Assessorato al Lavoro, retto da Severino Nappi”. Nel tempo, ”ci sono stati diversi tentativi di non stabilizzarli o di fare loro un contratto part time”. ”Però con l’impegno di Nappi e la collaborazione tra le istituzoni – aggiunge – siamo riusciti a stabilizzare tutti. A Nappi e Caldoro va riconosciuto il merito di aver lavorato e di lavorare anteponendo la collaborazione istituzionale all’appartenenza politica e ideologica”.

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13 giugno 2014

Tagliaferri consigliere comunale delegato per cultura, sport e spettacolo a Marano

Sport, cultura e spettacolo: sono le tre deleghe che ha ricevuto Marco Tagliaferri, consigliere comunale di Marano, in provincia di Napoli, ed esponente di Insieme.  

“Avevo già lavorato ad alcuni progetti con la precedente Giunta – spiega Tafgliaferri – tra queste c’erano molte iniziative dedicate ai giovani e a tutti i cittadini maranesi e ora torneranno”.

Tagliaferri tiene a spiegare che questi incarichi “sono a titolo totalmente gratuito”. “Sono vent’anni che mi impegno per Marano e continuo a farlo nell’interesse esclusivo della città e questi incarichi sono un riconoscimento”.

Tagliaferri é il primo consigliere delegato del Comune di Marano e lavorerà in stretta collaborazione con il vicesindaco Teresa Giaccio e com il sindaco Angelo Liccardo.

A Marano, spiega, si sta lavorando tra mille difficoltà per “la carenza di organico dell’Amministrazione comunale”. “Stiamo lavorando tutti con un impegno maggiore – conclude – anche attraverso progetti che sono a costo zero per l’Amministrazione”.

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11 giugno 2014

Onofaro scrive al prefetto Musolino, Vertice contro escalation criminalità

Una lettera al prefetto di Napoli, Francesco Musolino, per chiedere ”un vertice di tutte le forze dell’ordine” contro l’escalation di violenza che ha colpito Qualiano, cittadina in provincia di Napoli. A scriverla, chiedendo l’intervento di Palazzo di Governo sul territorio, è Salvatore Onofaro, consigliere comunale di Qualiano in quota Ncd, componente dell’Assemblea nazionale del partito ed esponente di Insieme.

“Ho chiesto un soppoprto alla compagnia dei carabinieri di Qualiano – spiega – Loro hanno benissimo il proprio lavoro, ma servono riforzi”. Nei giorni scorsi, Qualiano è stata teatro di numerosi episodi di cirminalità. A cominciare dalla rapina in un supermercato, situaizone uno dei tre rapinatori ha perso la vita per l’inervento di un carabiniere. E, nella stessa giornata, in una pizzeria, altri due delinquenti hanno provato a rubare l’incasso, ma sono stati messi in fuga dai proprietari. “La gente è esasperata – dice Onofaro – e alla violenza risponde con la violenz aper salvare ciò che guadagna a fatica”.

“Dobbiamo però evitare il peggio – sottolinea – e cioè che possa perdere la vita un cittadino innocente che diventerebbe due volte vittima”.

Così Onofaro ha deciso di scrivere al prefetto.

“I sanguinosi accadimenti che nelle ultime settimane hanno colpito la città di Qualiano, hanno profondamente scosso gli animi e le coscienze dei cittadini – scrive – Una spirale di violenza, un’escalation di episodi criminali e delinquenziali che hanno inflitto un duro, durissimo colpo alla sensazione ed alla percezione di sicurezza nel nostro territorio. Nel giro di poche sono state proprio le vittime delle aggressioni a rispondere in prima persona agli attacchi della microcriminalità mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella dei presenti pur di difendere le proprie attività ormai in una crisi quasi irreversibile”.

“Il dolore, la costernazione per quanto accaduto deve condurre necessariamente a raffreddare le emozioni scandite dal momento per ponderare con estrema celerità interventi ad horas miranti a scongiurare una deriva delittuosa con ripercussioni indelebili sul senso di vivere civile – si legge ancora – Questo mio accorato appello Le giunga in qualità di padre, di cittadino prima ancora che di Consigliere Comunale del civico consesso di Qualiano”.

“Le rivolgo una richiesta di coordinare un tavolo con i più alti dirigenti delle Forze dell’Ordine operanti sul territorio, sempre encomiabili e impagabili nell’ossequio quotidiano ai principi della legalità, della sicurezza dei cittadini  e della giustizia, onde elaborare un piano di azioni energiche di pattugliamento, rafforzando ed intensificando  i presidi per le strade – aggiunge – Qualiano ed i qualianesi invocano aiuto e vicinanza per contrastare senza requie chi e quanto mira a ferirne l’orgoglio di terra onesta, di lavoro, di sacrificio e di legalità”.

“Abbiamo bisogno del Vostro aiuto. Abbiamo bisogno dello Stato – conclude – Per far sentire forte e possente la presenza delle istituzioni contro il crimine. Per debellare la paura e dare vigore alla speranza”.

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6 giugno 2014

Un taxi sociale per il Comune di Marano di Napoli

Un taxi sociale per i diversamente abili. Da domenica prossima, il Comune di Marano di Napoli avrà a disposizione una Fiat Doblò da adibire al trasporto gratuito per i disabili. La cerimonia di consegna da parte dell’azienda Mobility Life avverrà il prossimo 7 giugno alle ore 11 in piazza Escrivà a Marano e tutto grazie alla sponsorizzazione degli imprenditori attivi sul territorio maranese.

L’iniziativa è nata da un’idea dell’assessore al Comune di Marano di Napoli Elio Belmare e saranno presenti insieme con il sindaco Angelo Liccardo, i consiglieri Titty Astarita, Marco Tagliaferri e Mario Granata, componenti dell’Associazione Insieme, presieduta da Severino Nappi, assessore al Lavoro della Regione Campania, ed Eduardo Napolano, coordinatore cittadino di Insieme.

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13 maggio 2014

Progetto per 32 tirocinanti ad Avellino. Nappi, favoriamo lavoro dei giovani

Trentadue tirocini per 32 giovani di Avellino all’interno delle strutture dell’Asl della città. E’ il progetto, messo a punto dall’Assessorato al Lavoro, insieme con l’Arsan, agenzia regionale per il lavoro, e dalla Asl di Avellino, presentato oggi.

Il progetto prevede per i ragazzi l’inserimento e il reinserimento lavorativo nella Asl di Avellino. Ogni tirocinio avrà una durata di sei mesi e sono destinati a residenti nella Provincia di Avellino da almeno 5 anni. E’ richiesta un’età non superiore ai 40 anni ed è rivolto a soggetti inoccupati, disoccupati, lavoratori in mobilità, lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione da almeno sei mesi, esclusi i beneficiari di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria.

‘Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro innanzitutto dei nostri giovani – ha commentato Severino Nappi, assessore al Lavoro della Regione Campania e presidente di Insieme – In questo modo si consente loro di accrescere competenze e di acquisire esperienze lavorative, sostenere le aziende che vogliono investire sulle persone, dando loro modo di verificare concretamente quanto sia importante il capitale umano per migliorare la qualita’ dei propri prodotti e dei propri servizi”.

”Sono questi gli ingredienti di ‘Garanzia Giovani Campania’ – ha sottolineato – Oggi in Irpinia si avvia una misura, partita prima, ma che e’ ispirata proprio a questi principi. Nei prossimi mesi moltiplicheremo queste iniziative’

Il bando, che è frutto di una convenzione generale siglata proprio nell’agosto dello scorso anno tra l’Azienda Sanitaria Locale di Avellino e l’Arlas,  prevede la selezione di 32 tirocinanti sulla base dei soli titoli. Per la partecipazione è previsto il voto minimo di 100/110 nel caso dei soli profili professionali che richiedono la laurea.

I tirocini saranno svolti nelle diverse strutture ospedaliere,  intermedie, territoriali e anche centrali aziendali, fra le quali i centri residenziali di cure palliative di recente attivazione, il centro diurno alzheimer, gli istituti penitenziari provinciali  la cui attività sanitaria è completamente di gestione Asl, le Rsa anziani e disabili a gestione diretta, le unità operative specialistiche distrettuali, il centro di riabilitazione infantile Australia.

Ogni tirocinante dovrà garantire una presenza settimanale di un massimo di 20 ore distribuite secondo il programma stilato dai tutor aziendale e regionale Arlas al fine di raggiungere gli obiettivi previsti nel Progetto Formativo documento di impegno  sottoscritto dal soggetto promotore ospitante e dal tirocinante stesso. Per questa attività, ai tirocinanti sarà corrisposta una somma di 400 euro mensili che rappresentano il contributo che l’azienda ha inteso destinare alle attività di tirocinio di formazione e inserimento reinserimento, investendo fondi provenienti dall’avanzo di gestione dell’anno precedente secondo un programma di reinvestimento definito dalla direzione ed autorizzato dai competenti organi regionali.

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