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5 novembre 2015

Lavoratori assenteisti, il Ministro Madia scopre l’acqua calda.

Il Ministro Madia scopre l’acqua calda quando sostiene l’esigenza di mandare a casa i lavoratori assenteisti. Per far questo le leggi esistono già. Sono quelle approvate dal centrodestra e dall’ultimo governo Berlusconi, che disciplinano procedure chiare e regolari per sanzionare chi commette illeciti contro la pubblica amministrazione.

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La Madia pare invece svegliarsi da un lungo sonno e accorgersi solo ora delle tante irregolarità che avvengono negli uffici pubblici. Piuttosto, si preoccupi di snellire tutte quelle procedure farraginose che fagocitano l’apparato burocratico e complicano la vita di milioni di cittadini e imprese.

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1 novembre 2015

Renzi. Il sergente di ferro.

Ignazio Marino, come sindaco di Roma, verrà ricordato più per la figuraccia col Papa o per i pranzi con la famiglia a scrocco dei cittadini che per i risultati della sua amministrazione. Però l’epilogo della sua vicenda mi è servito ad avere l’ulteriore conferma sulla “pericolosità” di Matteo Renzi.

Dopo averlo baciato e abbracciato per anni, Renzi, appena le cose si sono messe male per il suo amico prima si è defilato – del tipo: Marino chi? – e poi lo ha fatto cacciare con modi bulgari: dimissioni di massa dei consiglieri pur di impedire il dibattito pubblico in Campidoglio che voleva Marino prima di terminare la sua mediocre esperienza. Sembra una questione di forma e invece non lo è.

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Il cosiddetto rottamatore della vecchia politica, il presunto campione del nuovo si è comportato, per l’ennesima volta, esattamente come avrebbe fatto un cacicco. Siccome c’era iI rischio che potessero venir fuori responsabilità politiche nella gestione di Roma o magari poteva essere tirato in ballo, ha fatto calare il silenzio. E purtroppo i consiglieri del Pd, da soldatini minacciati (se non fate così non vi candidiamo più) hanno risposto: “signorsì”.

Insomma, per Renzi la democrazia è un fastidio. Se qualcuno non la pensa come lui, oppure non gli è più utile, via a casa e in silenzio. Le Istituzioni come una caserma, di quelle di certi film però… Temo per lui, però, che inizia a non bastare. Le persone magari sono distratte e pensano soprattutto ai loro problemi, ma per quanto il sergente Renzi potrà ancora andare avanti a colpi di promesse e di minacce? L’Italia ha bisogno di ripartire per davvero.

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30 ottobre 2015

Dati Istat irrisori, Matteo Renzi si entusiasma per cifre da prefisso telefonico

Dai dati Istat di oggi emerge una realtà tutt’altro che positiva e rassicurante.

Da un lato il mercato del lavoro appare ancora altalenante e instabile, con cifre che oscillano a seconda delle congiunture stagionali. Dall’altro, si registra un allarmante aumento degli scoraggiati.

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A ben guardare infatti il calo del tasso di disoccupazione, peraltro irrisorio essendo pari allo 0.1%, dipende essenzialmente dall’incremento degli inattivi. In altre parole, i disoccupati diminuiscono soltanto perché aumentano le persone che non cercano più lavoro.

Non c’è nulla di cui rallegrarsi e andare fieri. Matteo Renzi farebbe bene a smetterla di entusiasmarsi per queste cifre da prefisso telefonico che tutto sono tranne che incoraggianti.

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15 settembre 2015

Dichiarazioni Rosy Bindi: Napoli non è camorra

Rosy Bindi temo usi parole di cui non conosce il significato e il peso. Dire che a Napoli la camorra è un “dato costitutivo della città e della  Regione” è uno schiaffo in pieno viso alla tantissima gente onesta e perbene che qui vive e lavora. Mi ricorda quelle frasi razziste, infarcite di disprezzo e luoghi comuni, che hanno scandito le fasi peggiori del nostro Paese.
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Non mi sarei mai aspettato di sentirle pronunciare addirittura dal Presidente della Commissione Antimafia. I napoletani, quelli onesti, dalle Istituzioni si aspettano ben altro, non passerelle, non racconti stile Gomorra e non dita puntate contro. La camorra  esiste a Napoli,  come nel resto del mondo esiste la criminalità organizzata, e nessuno vuole negarlo. Ma bisogna affrontarla, non mortificare i tanti che già la subiscono.
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2 luglio 2015

De Luca, altra occasione persa dalla politica di recuperare credibilità

Il tema della legalità e il recupero del ruolo della politica va oltre la vicenda di De Luca. Abbiamo lasciato il passo alla magistratura che è stata chiamata a svolgere un ruolo di supplenza. E la politica, ancora una volta, ha perso l’occasione per affermare la propria credibilità. Se c’era un vuoto istituzionale da coprire, spettava alla politica farlo. E molto prima.

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Non a caso il Governo ha agito come sappiamo. Adesso si aprirà necessariamente una stagione di ricorsi e processi: civili, penali e amministrativi. Abbiamo solo consentito a De Luca di scegliersi un vice. Resta del tutto immutato, invece, il tema della debolezza della Regione nei confronti del Paese e dell’autorevolezza dell’azione di un governo regionale a tempo e zoppo.

Il caos non è affatto scongiurato perché il 17 luglio è già prevista la prima discussione sul provvedimento di oggi che, da giurista, stupisce se non altro perché contrasta con quanto la magistratura ha sempre deciso in questa delicata materia, seppure in vicende di minore clamore mediatico. La nostra battaglia continua, su due fronti. Quello della tutela della legalità perché alla base di tutta questa situazione folle c’è un grande inganno. E quella politica, perché è questo il mandato che i cittadini ci hanno affidato

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20 marzo 2015

Microcredito piccoli comuni, prorogata al 10/04 presentazione domande

È stata prorogata al 10 aprile la scadenza per la presentazione delle domande per accedere alla misura Microcredito PI.CO. che consente di ricevere un prestito fino a 25mila euro per la costituzione o l’ampliamento di microimprese nei piccoli comuni campani con popolazione fino a 5mila abitanti.

Sulla home page del sito FSE Campania è possibile scaricare la domanda per la partecipazione al bando. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero verde 800 188 688 (attivo dal lunedì al venerdì).

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La scelta di prorogare i termini per la presentazione delle domande per il Microcredito PI.CO. vuole dare ulteriori opportunità a chi non aveva avuto ancora modo di conoscere la misura.

Non bisogna pensare di limitarsi ai soli residenti nei piccoli comuni, ma estendere la possibilità anche a chi in quei comuni vuole investire e creare nuove occasioni di sviluppo. Nel complesso la Regione Campania ha investito 120milioni di euro in azioni di Microcredito e mi piace ricordare sempre a tutti noi che siamo la Regione con il più alto tasso di restituzione dei prestiti. Vuol dire che l’investimento etico e sociale fatto su chi ne ha più bisogno, non solo sta portando buoni frutti, ma sta ristabilendo il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

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9 marzo 2015

Non solo l’8 Marzo

In occasione della Festa della Donna penso sia giusto riflettere anche di cose concrete, come l’occupazione femminile e il ruolo decisivo che le donne possono avere nel mondo del lavoro.

Ieri il presidente Mattarella ha sottolineato come “il peso maggiore della crisi economica” gravi proprio sulle donne italiane, che affrontano tutti i giorni il difficile compito di dividersi tra lavoro e famiglia, occupandosi dell’educazione dei propri figli e preoccupandosi della salute dei propri genitori, dell’intera famiglia.

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È vero. Le donne, oltre a essere un pilastro portante del benessere e del funzionamento della società italiana, hanno bisogno di politiche e di strumenti che preservino il loro prezioso ruolo.

Non più di qualche settimana fa, durante la prestigiosa cerimonia degli Oscar, l’attrice americana Patricia Arquette ha sottolineato il gap salariale di genere anche in America, riaffermando la necessità di garantire ad ambo i sessi pari diritti e pari opportunità. In Europa il divario tra lo stipendio percepito da un uomo e quello percepito da una donna è mediamente del 16%. E questo è assolutamente inaccettabile.

Noi in Campania, nel nostro piccolo, ci siamo da subito impegnati per il ruolo della donna nel mercato del lavoro, avviando un tavolo sulle pari opportunità tramite cui abbiamo cercato di promuovere politiche concrete volte a favorire la parità di genere nel settore occupazionale. Già con il piano ‘Campania al Lavoro!’ sono emersi i primi risultati positivi per il mondo delle donne. E proprio su questa strada abbiamo continuato a predisporre e mettere in campo misure concrete, come l’apprendistato professionalizzante e quelle funzionali all’autoimpresa, solo per citarne alcune.

C’è ancora tanto da fare. Ancora tante misure da implementare, tante sfide da vincere. Ma possiamo farcela, insieme, credendoci fino in fondo. E andando al di là della semplice ‘quota rosa’ che spesse volte si traduce in un effimero contentino che lascia il tempo che trova. Facciamolo. Perché il mondo del lavoro ha bisogno delle qualità, della lungimiranza e della costanza delle donne.

Auguri a tutte le donne! Auguri oggi, domani, dopodomani e il giorno dopo ancora. Perché senza le donne il nostro mondo sarebbe grigio, certo non solo l’8 marzo.

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24 febbraio 2015

Vendita Ansaldo: Campania resti testa ed anima azienda

Non trovo ragioni per festeggiare la vendita ad una multinazionale estera di due pezzi importanti dell’industria ferroviaria italiana, Ansaldobreda e Ansaldo Sts.

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Fino a prova contraria la storia delle privatizzazioni dell’industria pubblica italiana non offre esempi confortanti. Come campano sono poi preoccupato del fatto che questa dismissione sia avvenuta senza alcun confronto col territorio né con le Istituzioni.

Mi auguro a questo punto che sia Hitachi ad avviare un confronto nel quale noi chiederemo precise garanzie sul fatto che la Campania resti non solo il luogo della produzione ma anche e soprattutto la testa e l’anima di queste realtà. E chiediamo che il Governo nazionale, coi fatti, ci sostenga per preservare l’impresa e creare sviluppo.

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19 febbraio 2015

Garanzia Giovani, 6.250 ragazzi avviati al lavoro

È stato pubblicato il nono monitoraggio del programma “Garanzia Giovani Campania”, con i dati aggiornati al 31 gennaio 2015. In totale, i ragazzi che hanno aderito al programma sono 54.769. Quelli già “trattati” dai centri per l’impiego e dai servizi per il lavoro privati sono 27.820. Di questi 15.709 giovani sono stati già “presi in carico” dai suddetti servizi. Sempre dal totale, 8.140 giovani non sono presentati all’appuntamento mentre 2.800 circa sono stati cancellati dal programma per mancanza di requisiti.

6.250 giovani che hanno fatto adesione a Garanzia Giovani sono stati avviati al lavoro. Nello specifico, 1.190 hanno ottenuto un contratto a tempo indeterminato, 3.125 uno a tempo determinato e 1.800 circa sono stati chiamati con altre tipologie contrattuali. La maggior parte, oltre 5.000, ha trovato lavoro nel settore dei servizi, in particolare commercio, alloggio e ristorazione; oltre 1.000 nei settori di industria e costruzioni.

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Le offerte di lavoro da parte delle aziende presenti sul portale sono 5.314, di cui 3.360 per contratti a tempo determinato. Tra queste 4.997 offerte riguardano il settore dei servizi. A queste offerte, da ieri si aggiungono gli oltre 4.000 tirocini finanziati dalla quota campana di Garanzia Giovani. I tirocini sono in queste ore in corso di pubblicazione da parte dei soggetti ospitanti che hanno ricevuto il finanziamento regionale.

Diamo esecuzione ad un progetto di cui spesso si parla, anche senza conoscerlo. Noi, invece, in Campania, lo abbiamo voluto cogliere come un’opportunità per dare una scossa al nostro mercato, cominciando col combattere le inefficienze e i ritardi interni al sistema. Un’occasione per rivedere la funzionalità dei centri per l’impiego e la creazione di un modello che faccia innanzitutto rete tra tutti i soggetti coinvolti.

Molti sono i ragazzi che ci stanno credendo e tanti quelli che hanno già trovato un’opportunità, con la consapevolezza che le risorse ci sono, e che in questo programma ci sarà spazio per tutti.

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4 agosto 2014

Nappi a Uno Mattina Estate, Sviluppo e opportunità di crescita per rilanciare il lavoro

“Per rilanciare il lavoro dobbiamo concentrarci su sviluppo e opportunità di crescita, puntando a una burocrazia più snella e a imprese di qualità”. Severino Nappi, esponente nazionale di Ncd e assessore al Lavoro della Regione Campania, ha partecipato stamate alla trasmissione Uno Mattina Estate, insieme con Stefano Fassina e Klaus Davi, per discutere di lavoro e dei giovani.

“Abbiamo bisogno di un sistema che sostenga le nostre aziende e i consumi – ha detto Nappi, presidente di Insieme – Non è tagliando gli stipendi che si creano migliori opportunità”.

“Le istituzioni devono essere in grado di destinare maggiori risorse per l’occupazione giovanile – ha sottolineato – Investire sui giovani è decisivo. In Campania lo abbiamo fatto con il microcredito, una misura che ha già permesso a molti ragazzi di avviare una propria attività”.

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14 luglio 2014

Nappi: in esilio chi rinuncia a impegnarsi

(Da Il Mattino del 14 luglio 2014)

Nappi: Società civile, chi si tira fuori vada in esilio

Severino Nappi*

Gentile direttore,

la vicenda, tragica, del degrado urbanistico di Napoli non può essere rubricata a mera incuria e strafottenza, delle istituzioni e della borghesia rispetto al patrimonio immobiliare cittadino. È la metafora, grottesca, della cosiddetta classe dirigente napoletana, e del suo rapporto con il bene comune. Non è più tollerabile. Ma che fare? Al tempo degli antichi, coloro che fallivano, se erano «raccomandati», non venivano uccisi, ma esiliati. Napoli e la Campania, terra plurimillenaria, possono provare ad uscire dalla sua mediocrità, certo non aurea, almeno recuperando questa antica usanza: del resto, si sa, questa èia terra delle raccomandazioni e degli accomodamenti.

E allora propongo di usare questa antica e discutibile abitudine per un fine nobile: niente bagni di sangue per chi ha tradito la propria terra, ma almeno la sanzione di andar via. Non li rimpiangeremo: questo è sicuro. Infatti, non è detto che ci voglia per forza una condanna penale per adottare una sanzione di fronte ai tristi campioni di una larga parte della nostra borghesia, serva e ottusa. L’imprenditore che non ci mette una lira di suo, ma si atteggia a capitano d’industria; il professionista, a volte per giunta cattedratico, pronto a scambiare i] suo sapere (e la sua dignità) per un incarico professionale; il pigro, tanto perbene e colto per carità, che si limita a criticare il triste degrado della nostra terra ma che non è disposto a dedicare neppure un attimo della sua «preziosa» esistenza per provare a cambiare le cose.

Chi di noi, leggendo queste brevi descrizioni, non ha visto balenare il volto e il sorriso, tanto distinto quanto famelico, di un qualche sbiadito protagonista dei nostri anni difficili? Spesso collocati in posizione di rappresentanza dei corpi intermedi o della sterile politica, costoro coltivano miseri interessi personali o di gruppo e restano sordi al bisogno di questa nostra terra di voltar pagina, di crescere per davvero con scelte di coraggio, competenza, cambiamento.

Ma possiamo sempre pensare che deve farlo qualcun altro? Che in fondo l’importante è portare a casa un risultato solo personale? E che non importa se crolla la casa affianco la nostra. Tanto domani sarà sufficiente fare le condoglianze etirare dritto, servili eproni, pronti al prossimo salamelecco… Certo, non ci possiamo aspettare che domani cambi tutto, che improvvisamente queste pecore del gretto perbenismo ruggiscano all’unisono, ma che almeno vadano via, satolli delle loro misere ricchezze, qualsiasi età abbiano.

Questa è la proposta: la Campania, se vuole voltar pagina, cominci a dire che chi ha competenza, possibilità e requisiti deve fare più degli altri. Deve rimboccarsi le maniche e pensare che possedere una bella casa in un contesto degradato non è un segno di distinzione cheti assolve, mauna responsabilità maggiore che ti impegna. E cominciamo a dire che la reputazione non tè la da la ricchezza conquistata o l’accademia raggiunta, ma il modo con il quale lo hai fatto e quello con il quale dimostri di meritarlo, giorno dopo giorno. Su questo si inizi a valutare persone e progetti; su questo si valuti la credibilità della proposta. E ñÛ non vuole o non può farlo, perché è troppo marcio o troppo molle, vada in esilio. Non si preoccupi. Non chiediamo molto. Neppure un esilio geografico, ma almeno quello dalla comunità e soprattutto dai ruoli di responsabilità e di scelta. Però lo devono fare. VadaChi ha più competenza e possibilità deve impegnarsi di più per la Campania.

Basta pensare che tocchi sempre ad altri no via costoro: non costringano i nostri figli a farlo per le loro colpe. Subito.

* assessore al Lavoro della Regione Campania.

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13 maggio 2014

Progetto per 32 tirocinanti ad Avellino. Nappi, favoriamo lavoro dei giovani

Trentadue tirocini per 32 giovani di Avellino all’interno delle strutture dell’Asl della città. E’ il progetto, messo a punto dall’Assessorato al Lavoro, insieme con l’Arsan, agenzia regionale per il lavoro, e dalla Asl di Avellino, presentato oggi.

Il progetto prevede per i ragazzi l’inserimento e il reinserimento lavorativo nella Asl di Avellino. Ogni tirocinio avrà una durata di sei mesi e sono destinati a residenti nella Provincia di Avellino da almeno 5 anni. E’ richiesta un’età non superiore ai 40 anni ed è rivolto a soggetti inoccupati, disoccupati, lavoratori in mobilità, lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione da almeno sei mesi, esclusi i beneficiari di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria.

‘Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro innanzitutto dei nostri giovani – ha commentato Severino Nappi, assessore al Lavoro della Regione Campania e presidente di Insieme – In questo modo si consente loro di accrescere competenze e di acquisire esperienze lavorative, sostenere le aziende che vogliono investire sulle persone, dando loro modo di verificare concretamente quanto sia importante il capitale umano per migliorare la qualita’ dei propri prodotti e dei propri servizi”.

”Sono questi gli ingredienti di ‘Garanzia Giovani Campania’ – ha sottolineato – Oggi in Irpinia si avvia una misura, partita prima, ma che e’ ispirata proprio a questi principi. Nei prossimi mesi moltiplicheremo queste iniziative’

Il bando, che è frutto di una convenzione generale siglata proprio nell’agosto dello scorso anno tra l’Azienda Sanitaria Locale di Avellino e l’Arlas,  prevede la selezione di 32 tirocinanti sulla base dei soli titoli. Per la partecipazione è previsto il voto minimo di 100/110 nel caso dei soli profili professionali che richiedono la laurea.

I tirocini saranno svolti nelle diverse strutture ospedaliere,  intermedie, territoriali e anche centrali aziendali, fra le quali i centri residenziali di cure palliative di recente attivazione, il centro diurno alzheimer, gli istituti penitenziari provinciali  la cui attività sanitaria è completamente di gestione Asl, le Rsa anziani e disabili a gestione diretta, le unità operative specialistiche distrettuali, il centro di riabilitazione infantile Australia.

Ogni tirocinante dovrà garantire una presenza settimanale di un massimo di 20 ore distribuite secondo il programma stilato dai tutor aziendale e regionale Arlas al fine di raggiungere gli obiettivi previsti nel Progetto Formativo documento di impegno  sottoscritto dal soggetto promotore ospitante e dal tirocinante stesso. Per questa attività, ai tirocinanti sarà corrisposta una somma di 400 euro mensili che rappresentano il contributo che l’azienda ha inteso destinare alle attività di tirocinio di formazione e inserimento reinserimento, investendo fondi provenienti dall’avanzo di gestione dell’anno precedente secondo un programma di reinvestimento definito dalla direzione ed autorizzato dai competenti organi regionali.

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