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10 novembre 2014

Industria, dati Istat preoccupanti. Basta chiacchiere, è ora dei fatti

L’industria italiana continua lentamente ad affondare fra il silenzio generale delle istituzioni. I dati Istat sono preoccupanti: a settembre si è verificato un ulteriore calo della produzione del 0,9% rispetto al mese di agosto, segnando un calo del 2,9% su base annua. Nessun settore industriale si salva dal tracollo: i beni di consumo sono i più danneggiati, ma anche i beni strumentali, l’energia e i beni intermedi segnano un calo.

Industria

Il Made in Italy sta vivendo uno dei periodi più cupi della sua storia. Davanti a dati tanto preoccupanti non possiamo permetterci di stare immobili o di perdere tempo in discussioni trite e ritrite e non risolutive. Dobbiamo riorganizzare in tempi celeri il lavoro su base collettiva, puntando soprattutto sulla produttività delle imprese italiane e sulla qualità superiore dei nostri prodotti. Solo in questo modo possiamo evitare che la produzione italiana subisca ulteriori irreparabili danni.

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31 agosto 2014

Appello al Governo per tenere a Napoli il Vertice sullo Sviluppo

Condivido l’appello di Marco Di Lello. Da napoletano come me sa che nel Mezzogiorno, per fortuna, si è chiusa la stagione della “spesa corrente” e delle politiche clientelari. Ora però occorre costruire qui, prima e più che altrove, le condizioni dello sviluppo che consentano alle nostre imprese di recuperare fiducia e speranza nelle Istituzioni e stimolino il grande capitale, nazionale e straniero, a creare al Sud buona e stabile occupazione.

Vertice sviluppo

Noi, come Regione, ce ne stiamo già facendo carico, con una politica di programmazione e serietà, e i dati Istat di ieri – che vedono la Campania presentare gli stessi tassi delle regioni del Nord – lo confermano. Quindi, faccio appello al Governo, a partire dal nostro presidente Angelino Alfano, affinché si sostenga la proposta di tenere a Napoli il vertice europeo sullo sviluppo. Napoli e la Campania sono la priorità del Paese perché se riparte l’economia qui, riparte l’Italia.

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