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30 settembre 2015

Aziende straniere, basta fango sul Sud!

Disdicevole e vergognosa la scelta di Europcar di non concedere l’assicurazione in caso di furto a chi noleggia le sue auto se il fatto avviene in Campania, in Puglia e nella provincia di Catania, perché considerate “zone ove l’incidenza di simili episodi è particolarmente elevata”.

Aziende straniere, basta fango sul sud

Se questi sedicenti signori sconsigliano indirettamente di recarsi al Sud, causando peraltro un pesante danno d’immagine al Mezzogiorno e ricadute negative sul comparto turistico, allora noi sconsigliamo vivamente di noleggiare le loro auto!

Ne abbiamo abbastanza di aziende straniere che pretendono di far profitti in Italia gettando fango e discredito su di noi. Se ne tornino pure da dove sono venute! E lascino spazio all’imprenditorialità giovanile italiana che di idee innovative ne ha anche di migliori.

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21 settembre 2015

Francesco è figlio di tutti noi

Di fronte ad un bambino a cui vengono negati i propri diritti, non possiamo solo indignarci, dobbiamo reagire e fare in modo che non accada più. Dove sta il Comune? Perché non prende posizione e si attiva, anche presso Napoli Sociale, così come chiesto dalla mamma, affinché il piccolo Francesco possa avere l’assistenza di cui ha bisogno?

Bogus-mumLa lotta agli sprechi va bene, ma sono anni che dico che i tagli non devono essere orizzontali. I tagli vanno fatti in maniera ragionata, anche dai Comuni. Altrimenti a pagarne le conseguenze saranno sempre e solo i più deboli. In bocca al lupo al piccolo Francesco e alla sua famiglia.

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19 settembre 2015

Mio padre e San Gennaro

Questo di oggi è il primo “San Gennaro” senza mio padre. E allora è giusto che lo ricordi io. Infatti, papà non era un napoletano doc, perché era nato in un paesino del nolano, Comiziano. Però era stato adottato da Napoli, o, forse, come tanti, era lui ad aver adottato questa città, così turbolenta e difficile. Nel “pacchetto” della napoletanità era compreso San Gennaro e i suoi riti.

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E così, accanto al santo protettore del suo paese d’origine (San Severino, da cui derivo io…), nella mia casa ha sempre aleggiato la figura del martire miracoloso, con la sua storia piena di misteri ed i mille aneddoti che circondano questa millenaria figura. Ricordo che, quando poteva, andava al Duomo ad assistere alla liquefazione del sangue. Poi, negli ultimi anni,  prima che la sua malattia lo isolasse dal mondo, non mancava mai di chiedere se San Gennaro avesse fatto il miracolo e quando.

Ad ogni tempistica e ad ogni modalità della liquefazione corrispondeva un “fatto” per la Città che lui, grande appassionato di storia, immancabilmente conosceva e ricordava. Perché, in fondo, San Gennaro è il simbolo e la cartina tornasole di Napoli. Una città che vive perennemente sospesa nella rassegnata attesa del miracolo che cambi le cose ma che, all’improvviso e con un guizzo, trasforma la sua indolenza in un’esplosione di idee, sempre geniali. Ed è di questi lampi che si era innamorato mio padre.

A proposito: San Gennaro domani sera, con la Lazio, pensaci tu.

 

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19 settembre 2015

I diritti della Grande Bellezza

La fila di turisti di ieri mattina a Roma, lasciati fuori dal Colosseo e dai Fori Imperiali per un’assemblea sindacale, mi ha ricordato le scene di Pompei di questa estate. Non è la prima volta che nel nostro paese assistiamo a situazioni simili che purtroppo poi hanno eco oltreconfine, rimbalzando sui telegiornali di tutto il mondo.

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É sacrosanta libertà dei lavoratori potersi riunire in assemblee e rivendicare i propri diritti, ma queste strategie di protesta sono un danno inaccettabile per tutto il sistema turistico italiano e seppur la proposta del Governo è ancora da valutare nel dettaglio, una norma che difenda l’arte e il turismo in Italia è fondamentale. Il nostro patrimonio storico, uno dei beni più preziosi che abbiamo, va tutelato perché anche la cultura ha i suoi diritti!

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15 settembre 2015

Dichiarazioni Rosy Bindi: Napoli non è camorra

Rosy Bindi temo usi parole di cui non conosce il significato e il peso. Dire che a Napoli la camorra è un “dato costitutivo della città e della  Regione” è uno schiaffo in pieno viso alla tantissima gente onesta e perbene che qui vive e lavora. Mi ricorda quelle frasi razziste, infarcite di disprezzo e luoghi comuni, che hanno scandito le fasi peggiori del nostro Paese.
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Non mi sarei mai aspettato di sentirle pronunciare addirittura dal Presidente della Commissione Antimafia. I napoletani, quelli onesti, dalle Istituzioni si aspettano ben altro, non passerelle, non racconti stile Gomorra e non dita puntate contro. La camorra  esiste a Napoli,  come nel resto del mondo esiste la criminalità organizzata, e nessuno vuole negarlo. Ma bisogna affrontarla, non mortificare i tanti che già la subiscono.
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14 settembre 2015

Elezioni amministrative 2016: Da Lupi vedo buonsenso che in Campania non c’è

Seguo con attenzione il dibattito di queste ore in Lombardia per la scelta del candidato sindaco di Milano. E trovo di buonsenso le parole del capogruppo di Area Popolare alla Camera Maurizio Lupi, che annuncia un suo passo indietro in favore dell’unità del centrodestra.

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E allora, sorridendo, mi chiedo: perché invece in Campania si deve partire per forza dai nomi e da alleanze decise a tavolino? E da chi? In quale riunione e soprattutto con quale autorevolezza? Piuttosto, se qualcuno sta pensando alle prossime elezioni politiche e alla propria salvezza, dimostra solo cinismo ma ben poca lungimiranza politica. E non è detto che trovi chi è disposto ancora a fargli da cavia

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11 settembre 2015

Il terrorismo che ha cambiato volto

L’11 Settembre nella storia dell’umanità è una data che non sarà mai più la stessa ed è necessario ogni anno soffermarsi sui tristi fatti di quel 2001 per mantenere viva la memoria di migliaia di persone innocenti che quel giorno persero la loro vita.

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In questi anni il terrorismo si è modificato. Da Bin Laden ha preso il volto dell’Isis. Oggi più che mai è necessario un momento di riflessione sulla sfida che la comunità internazionale è chiamata a intraprendere per fermare l’escalation di terrore oramai divenuto tristemente quotidiano.

Questa è la sfida che tutti noi siamo chiamati ad affrontare per difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli. E non possiamo voltarci dall’altra parte, pensando che tanto questo male è lontano, perché i fatti hanno dimostrato che domani potrebbe capitare a noi o ai nostri cari di essere di colpiti dalla mano ferma e crudele di un terrorismo che non si ferma di fronte a nulla.

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7 luglio 2015

Telespazio mantenga i suoi impegni

Telespazio, controllata Finmeccanica, nei mesi scorsi aveva assunto l’impegno di mantenere aperta la sede campana: questo straordinario risultato è stato il frutto anche dello sforzo corale messo in campo dall’Amministrazione regionale, dai sindacati, dalle Università campane, dal Cira e dall’Asi, che avevano congiuntamente individuato la disponibilità del Cira ad ospitarla e a sviluppare programmi unitari allo scopo di preservare lo straordinario patrimonio di competenze nel campo della ricerca e dello sviluppo al servizio delle imprese dell’aereospazio rappresentato dai lavoratori della sede campana di Telespazio.

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Al contempo, Telespazio, anche in sede sindacale, aveva garantito che il trasferimento dei lavoratori presso la sede di Roma sarebbe avvenuto esclusivamente su base volontaria. Invece, negli ultimi giorni, i lavoratori hanno individualmente ricevuto una comunicazione dalla società che trasforma la volontarietà in obbligo e riconduce nuovamente la sede campana in mero presidio, con pochissime unità al servizio di un singolo progetto, peraltro già finanziato dalla Regione, riservando la possibilità di svolgere ulteriori funzioni sul territorio campano alla mera ipotesi di non meglio precisate future attività.

Questa decisione, del tutto unilaterale, tradisce lo spirito col quale si è lavorato per molti mesi, pone in difficoltà i lavoratori, mette in discussione il futuro in Campania di un settore strategico per la nostra economia. Chiediamo perciò a Telespazio non soltanto di modificare questa decisione e di mantenere la disponibilità concordata, ma soprattutto di assegnare altre missioni alla nuova sede campana, anche alla luce delle sinergie di altissima qualità che si è riusciti a mettere in piedi grazie alla rete regionale.

La storia dell’aerospazio in questo Paese è stata scritta in molta parte qui in Campania ed è un controsenso, oltre che un danno per l’economia italiana, disperdere valori e potenzialità – in particolare da parte di una controllata pubblica – proprio nel momento nel quale il Governo nazionale afferma di volersi impegnare maggiormente per la Campania e per il Sud.

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2 luglio 2015

De Luca, altra occasione persa dalla politica di recuperare credibilità

Il tema della legalità e il recupero del ruolo della politica va oltre la vicenda di De Luca. Abbiamo lasciato il passo alla magistratura che è stata chiamata a svolgere un ruolo di supplenza. E la politica, ancora una volta, ha perso l’occasione per affermare la propria credibilità. Se c’era un vuoto istituzionale da coprire, spettava alla politica farlo. E molto prima.

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Non a caso il Governo ha agito come sappiamo. Adesso si aprirà necessariamente una stagione di ricorsi e processi: civili, penali e amministrativi. Abbiamo solo consentito a De Luca di scegliersi un vice. Resta del tutto immutato, invece, il tema della debolezza della Regione nei confronti del Paese e dell’autorevolezza dell’azione di un governo regionale a tempo e zoppo.

Il caos non è affatto scongiurato perché il 17 luglio è già prevista la prima discussione sul provvedimento di oggi che, da giurista, stupisce se non altro perché contrasta con quanto la magistratura ha sempre deciso in questa delicata materia, seppure in vicende di minore clamore mediatico. La nostra battaglia continua, su due fronti. Quello della tutela della legalità perché alla base di tutta questa situazione folle c’è un grande inganno. E quella politica, perché è questo il mandato che i cittadini ci hanno affidato

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18 giugno 2015

Carinaro non si tocca, anche la Whirlpool ha iniziato a ragionare

Su Carinaro finalmente l’azienda ha iniziato a ragionare, scegliendo la strada che, assieme ai lavoratori e ai sindacati, avevamo proposto sin dall’inizio: preservare il sito produttivo, puntando sulla capacità e le competenze dei nostri lavoratori. Ci sono voluti due mesi di dura mobilitazione dei lavoratori perché si squarciasse il velo dell’indifferenza e del menefreghismo, ma la strada si è aperta.

Spero che i gufi – quelli che dicevano “non c’è nulla da fare” e che erano arrivati a festeggiare, per puro calcolo elettorale, il no iniziale della Whirpool alla proposta di Regione Campania di sostenere l’investimento a Carinaro – abbiano imparato la lezione: sul lavoro e sull’impresa non si fanno battaglie partitiche, si fanno invece proposte concrete e sopratutto si sta tutti dalla stessa parte.

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Mi auguro che, nelle prossime settimane, la proposta si riempia di contenuti e ci si ricordi che ci sono a disposizione le risorse di Regione Campania per estendere la portata dell’impegno dell’azienda su Carinaro: 50 milioni di euro. Si parla di preservare un polo produttivo di 400 lavoratori: con le risorse che abbiamo individuato, quei numeri si possono raddoppiare! Io continuerò a ricordarlo e a fare la mia parte. Mi auguro che anche gli altri lo facciano.

Permettetemi, però, anche una notazione personale. Ieri al Ministero dello Sviluppo Economico non ho potuto partecipare alla riunione perché il mio mandato è scaduto, ma sono andato lo stesso lì in modo informale e sono andato via qualche minuto prima della riunione. E quando ho visto gli operai  sfilare sotto il Ministero anche io ho cantato dentro di me: Carinaro non si tocca!
In bocca al lupo.

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1 aprile 2015

Lsu, pubblicata la lista unica Campania

E’ stata pubblicata la lista unica degli oltre 5.000 lavoratori socialmente utili operanti nella Regione Campania.

Il provvedimento avvia il piano per favorire la stabilizzazione – affidata, coi contributi regionali, ai Comuni e alle Amministrazioni locali – di questi lavoratori.

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Nei prossimi giorni saranno pubblicati i relativi avvisi per consentire le manifestazioni di interesse alla stabilizzazione, da parte delle Amministrazioni, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili.

Prosegue l’impegno di questa Giunta in favore dei lavoratori svantaggiati, dei giovani, e di chi un lavoro lo ha perso o vive in condizioni precarie in un’età oggettivamente più difficile.

Dopo la misura “Ritorno al lavoro” riservata ai percettori di ammortizzatori in deroga, adesso diamo un segnale concreto agli lsu impegnati presso le pubbliche amministrazioni che, con il loro quotidiano impegno, ne rafforzano l’azione pur in una condizione soggettiva molto difficile per la quale vanno ringraziati.

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24 febbraio 2015

Vendita Ansaldo: Campania resti testa ed anima azienda

Non trovo ragioni per festeggiare la vendita ad una multinazionale estera di due pezzi importanti dell’industria ferroviaria italiana, Ansaldobreda e Ansaldo Sts.

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Fino a prova contraria la storia delle privatizzazioni dell’industria pubblica italiana non offre esempi confortanti. Come campano sono poi preoccupato del fatto che questa dismissione sia avvenuta senza alcun confronto col territorio né con le Istituzioni.

Mi auguro a questo punto che sia Hitachi ad avviare un confronto nel quale noi chiederemo precise garanzie sul fatto che la Campania resti non solo il luogo della produzione ma anche e soprattutto la testa e l’anima di queste realtà. E chiediamo che il Governo nazionale, coi fatti, ci sostenga per preservare l’impresa e creare sviluppo.

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7 ottobre 2014

Mi sono innamorata di Severino Nappi

Caro direttore, la mala politica si sostituisce con la buona politica non con l’antipolitica ne con l’illusione dell’uomo solo al comando. Neppure se quest’uomo è Papa Bergoglio. È questo che mi è venuto da pensare leggendo colonne e colonne sulla sua venuta a Caserta, ma soprattutto leggendo e condividendo, dalla prima all’ultima riga, il suo editoriale dal titolo «Una preghiera non un comizio», pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno del 26 luglio. Ed è questo, anche se apparentemente non c’entra niente, che ho pensato anche dopo il primo boom di Grillo, dei grillini e di tutte le sue derivazioni.

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14 luglio 2014

Nappi: in esilio chi rinuncia a impegnarsi

(Da Il Mattino del 14 luglio 2014)

Nappi: Società civile, chi si tira fuori vada in esilio

Severino Nappi*

Gentile direttore,

la vicenda, tragica, del degrado urbanistico di Napoli non può essere rubricata a mera incuria e strafottenza, delle istituzioni e della borghesia rispetto al patrimonio immobiliare cittadino. È la metafora, grottesca, della cosiddetta classe dirigente napoletana, e del suo rapporto con il bene comune. Non è più tollerabile. Ma che fare? Al tempo degli antichi, coloro che fallivano, se erano «raccomandati», non venivano uccisi, ma esiliati. Napoli e la Campania, terra plurimillenaria, possono provare ad uscire dalla sua mediocrità, certo non aurea, almeno recuperando questa antica usanza: del resto, si sa, questa èia terra delle raccomandazioni e degli accomodamenti.

E allora propongo di usare questa antica e discutibile abitudine per un fine nobile: niente bagni di sangue per chi ha tradito la propria terra, ma almeno la sanzione di andar via. Non li rimpiangeremo: questo è sicuro. Infatti, non è detto che ci voglia per forza una condanna penale per adottare una sanzione di fronte ai tristi campioni di una larga parte della nostra borghesia, serva e ottusa. L’imprenditore che non ci mette una lira di suo, ma si atteggia a capitano d’industria; il professionista, a volte per giunta cattedratico, pronto a scambiare i] suo sapere (e la sua dignità) per un incarico professionale; il pigro, tanto perbene e colto per carità, che si limita a criticare il triste degrado della nostra terra ma che non è disposto a dedicare neppure un attimo della sua «preziosa» esistenza per provare a cambiare le cose.

Chi di noi, leggendo queste brevi descrizioni, non ha visto balenare il volto e il sorriso, tanto distinto quanto famelico, di un qualche sbiadito protagonista dei nostri anni difficili? Spesso collocati in posizione di rappresentanza dei corpi intermedi o della sterile politica, costoro coltivano miseri interessi personali o di gruppo e restano sordi al bisogno di questa nostra terra di voltar pagina, di crescere per davvero con scelte di coraggio, competenza, cambiamento.

Ma possiamo sempre pensare che deve farlo qualcun altro? Che in fondo l’importante è portare a casa un risultato solo personale? E che non importa se crolla la casa affianco la nostra. Tanto domani sarà sufficiente fare le condoglianze etirare dritto, servili eproni, pronti al prossimo salamelecco… Certo, non ci possiamo aspettare che domani cambi tutto, che improvvisamente queste pecore del gretto perbenismo ruggiscano all’unisono, ma che almeno vadano via, satolli delle loro misere ricchezze, qualsiasi età abbiano.

Questa è la proposta: la Campania, se vuole voltar pagina, cominci a dire che chi ha competenza, possibilità e requisiti deve fare più degli altri. Deve rimboccarsi le maniche e pensare che possedere una bella casa in un contesto degradato non è un segno di distinzione cheti assolve, mauna responsabilità maggiore che ti impegna. E cominciamo a dire che la reputazione non tè la da la ricchezza conquistata o l’accademia raggiunta, ma il modo con il quale lo hai fatto e quello con il quale dimostri di meritarlo, giorno dopo giorno. Su questo si inizi a valutare persone e progetti; su questo si valuti la credibilità della proposta. E ñÛ non vuole o non può farlo, perché è troppo marcio o troppo molle, vada in esilio. Non si preoccupi. Non chiediamo molto. Neppure un esilio geografico, ma almeno quello dalla comunità e soprattutto dai ruoli di responsabilità e di scelta. Però lo devono fare. VadaChi ha più competenza e possibilità deve impegnarsi di più per la Campania.

Basta pensare che tocchi sempre ad altri no via costoro: non costringano i nostri figli a farlo per le loro colpe. Subito.

* assessore al Lavoro della Regione Campania.

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18 giugno 2014

Stabilizzazione Lsu Portici. Ciotola, Riconoscimento per chi ha dato tanto

”E’ stato un modo per ricompensare chi, per 20 anni, ha dato tanto al Comune di Portici”. Enzo Ciotola è consigliere comunale di Portici, in provincia di Napoli, e delegato nazionale di Ncd e spiega che la stabilizzazione dei 53 lavoratori Lsu di Portici ”è un riconoscimento per loro e per noi”.

”Quando ieri sera la vicenda si è chiusa con la loro stabilizzazione – racconta – molti hanno pianto. Ho capito che fare politica serve per dare risposte ai cittadini e risolvere i problemi. Fare qualcosa per la collettività ci ha riempito da un punto di vista umano”.

La storia di questi 53 lavoratori, racconta, ”è nata tre anni fa in seguito a un protocollo con la Regione Campania e l’Assessorato al Lavoro, retto da Severino Nappi”. Nel tempo, ”ci sono stati diversi tentativi di non stabilizzarli o di fare loro un contratto part time”. ”Però con l’impegno di Nappi e la collaborazione tra le istituzoni – aggiunge – siamo riusciti a stabilizzare tutti. A Nappi e Caldoro va riconosciuto il merito di aver lavorato e di lavorare anteponendo la collaborazione istituzionale all’appartenenza politica e ideologica”.

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