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14 marzo 2016

Totti. Il Bernabeu. Un giorno all’improvviso.

Ieri sera in una delle trasmissioni sportive settimanali si è parlato della standing ovation per Totti al Santiago Bernabeu. Io, sempre attento ai particolari e alle sfumarture, non mi sono soffermato sul bellissimo ed emozionante gesto, sul quale non si discute nemmeno. Piuttosto ho sentito una cosa che mi ha dato davvero la pelle d’oca: il tifoso in tribuna, lo spettatore, vive esattamente le stesse emozioni del campione in campo. E l’unico contesto nel quale queste emozioni diventano trasmissibili e si tramutano in empatia è proprio lo sport. E per un attimo mi sono spogliato dagli abiti dello spettatore, e ho vestito quelli del tifoso del Napoli. Componente di una tifoseria tra le più appassionate del mondo. Sono anni che da noi questa empatia si crea in maniera naturale. Sono anni che, in alcuni casi, dobbiamo addirittura giustificare la nostra simbiosi con la squadra e con i ragazzi.

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E’ stato ai tempi di Maradona, quando ero un fedelissimo abbonato, che ho vissuto per la prima volta questa empatia. La capacità della squadra di condizionarti anche l’umore di tutta la settimana, e menomale che a quei tempi era quasi sempre positivo. Fino ai giorni nostri. La generazione di mia figlia sta avendo la fortuna di rivivere quei successi, quelle stesse emozioni. E’ il Napoli di Higuain, il Napoli di Reina, è il Napoli che si sta giocando lo scudetto con l’onnipresente Juve, e secondo me lotterà fino alla fine per avere la meglio. Ed è il Napoli dell’empatia, dell’abbraccio con la città. E’ il Napoli di Maurizio Sarri che con la sua umiltà e con la sua semplicità sta rappresentando tutta la gente comune della nostra città, il sogno europeo del figlio dell’operaio dell’Italsider che torna a Napoli da condottiero. E’ il Napoli dei nostri ragazzi che, ogni fine partita, corrono sotto le curve e si stringono ai loro appassionatissimi tifosi in un unico coro. E’ il Napoli di “Un giorno all’improvviso mi innamorai di te”. Perché ognuno di noi ha la sua personale standing ovation del Santiago Bernabeu nel cuore. E questa è la nostra. Un giorno. All’improvviso.

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