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15 giugno 2015

Via la serpe che minaccia la Campania

Tutti, almeno una volta nella loro vita hanno avuto l’occasione di sentire o di leggere la favola del ‘Re Travicello’ di Esopo. La storia è breve e semplice: le rane, che vivevano nella dissolutezza, chiesero a Giove un re per governarle. Il dio mandò loro un travicello, ma le rane, non contente, chiesero un nuovo governatore e allora Giove inviò una serpe. Questa iniziò a mangiare una ad una tutte le rane, che si appellarono nuovamente al dio, il quale rispose loro: “Poiché non avete voluto sopportare il vostro bene, ora tollerate il vostro male”.

Le favole, come ben si sa, nell’antichità servivano per rappresentare fatti delle realtà e questa storia ben si adatta alla situazione che oggi stiamo vivendo.

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Dopo un buon governo, quello di Stefano Caldoro, che in cinque anni ha riportato la regione Campania dall’orlo del baratro a una situazione di stabilità, una parte dei campani, grazie ad un piccolo scarto a suo favore ottenuto dal suo feudo di Salerno in modi più che sospetti, ha deciso di cambiare e affidarsi ad un nuovo governatore: Vincenzo De Luca.

Poco importa che non possa essere eletto. Poco importa che i motivi di questa ineleggibilità siano di natura giudiziaria. Poco importa che nel suo ruolo di sindaco di Salerno, De Luca abbia lasciato i conti disastrati. I campani, come le rane, hanno voluto un nuovo governatore.

Solo nell’ultima settimana l’ex sindaco di Salerno è stato al centro dell’attenzione per aver promesso una sanatoria edilizia, per una gaffe sui propri canali social dove ha scambiato la giunta con il consiglio regionale, per essersi paragonato a Totò Riina, per aver sperperato centinaia di migliaia di euro per tappezzare la Campania con manifesti di ringraziamento, per aver accusato Saviano di inventarsi la camorra, per la sua compagna accusata di abuso di ufficio, per un accusa di danno erariale da parte della Corte dei Conti. Tutto questo in soli sette giorni.

Alcuni campani hanno scelto un nuovo presidente – poco importa che non possa governare – che come la serpe della favola di Esopo tenterà di mangiarli uno ad uno, per meri interessi personali. La differenza con la favola sta nel fatto che noi continueremo ad impegnarci e a combattere, affinché questa serpe venga fermata. Perché governa chi vince, ma governa chi vive nel rispetto della legge, non imbrogliando come De Luca. Perché il bene della Campania e dei campani è il nostro obiettivo primario.

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